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Confartigianato non partecipa ai blocchi dei TIR

Intendiamoci subito noi non contestiamo minimamente il diritto ad effettuare delle proteste, che devono realizzarsi secondo le regole che garantiscono a tutti le libertà individuali. Riconosciamo pure che vi siano le condizioni per un forte malcontento generale che vede coinvolti anche gli operatori del trasporto ma per correttezza dobbiamo anche dire che i fatti, per le imprese di autotrasporto, dicono altre cose.

Innanzitutto sono stati resi spendibili i 400 milioni per il settore che si aggiungono ai 300 strutturali; in secondo luogo sono state confermate le norme dell’articolo 83 bis che prevedono i costi minimi della sicurezza; è stato prevista inoltre l’anticipazione del recupero del gasolio per l’anno 2011 e il recupero trimestrale, approvato il decreto venerdì, per l’anno 2012; l’approvazione del decreto sui controlli, le norme sull’accesso alla professione e la riformulazione delle norme del calendario dei divieti di sicurezza.
Questi sono fatti concreti e non come qualcuno afferma chiacchiere.
Ora si deve sapere che le norme per divenire operative devono seguire delle procedure ben precise. Ecco perché abbiamo concesso al Governo 60 giorni di tempo per rendere efficaci le disposizioni già decise, o in corso di decisione.
Quella che è in atto è dunque una forma di protesta che vede in alcune località delle presenza ai caselli ma superati questi punti la circolazione è totalmente libera e nessun blocco esiste sulle strade. L’azione è dunque limitata ai caselli ed in alcuni punti di carico.
Noi chiediamo a gran voce che insieme al diritto di protestare vi sia anche quello di poter operare in modo libero. Non condanniamo gli operatori che sono sulle strade a manifestare il loro malcontento ma diciamo loro: qualcuno vi sta strumentalizzando e prendendo in giro. Non fidatevi né di quelli che parlano di rivoluzione (e purtroppo esistono) ma soprattutto non date retta a quelli che vi assicurano che dopo il fermo avrete i provvedimenti da subito. Che il committente di riconoscerà senza che voi lo chiediate i costi minimi della sicurezza o che vi riconoscerà da solo le soste.
Le normative che prevedono questi interventi esistono e devono essere fatte applicare con una politica seria dei controlli.
Il Governo si sta rendendo conto che su queste questioni non si può scherzare e tra sessanta giorni o avrà dato le risposte oppure la paralisi sarà totale.

23/01/2012 visite: 16
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