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Editoriale
... DIRETTORI, PORTE E PORTONI ...
Il trentuno gennaio è stato l’ultimo giorno di Gianni Benedetti in Associazione. In via Brennero era entrato, da Direttore, il primo aprile del 1994 e forse, per qualcuno, quella data poteva perfino sembrare l’inizio di uno scherzo. Non lo era. Prendeva avvio, al contrario, un nuovo periodo associativo, un nuovo modo di fare sindacato, una nuova visione della realtà territoriale, una nuova consapevolezza della forza espressa dal nostro affascinante e variegato mondo. Il resto è cronaca o forse, viene quasi voglia di dire, storia. Quella di un’Associazione diventata autentica espressione del 70 per cento del mondo artigiano trentino. Quella di un’Associazione consapevole di rappresentare non solo le aziende di ieri e di oggi ma soprattutto quelle di domani. Quella di un’Associazione in grado di individuare i bisogni, di interpretare le necessità, di fornire risposte vere alle nostre aziende. Quella di un’Associazione che ha saputo inventare e mettere in movimento la Cooperativa Artigiana di Garanzia, l’Ente Bilaterale dell’Artigianato Trentino, la SAPI, il CEii, Trentino Caf Imprese, gli oltre 50 consorzi che oggi ruotano nella nostra galassia associativa e… via elencando! Guidata da quel Gianni Benedetti – mi diverto a dirglielo quando voglio farlo arrabbiare – in grado di essere nello stesso tempo direttore e centralinista, presidente e sindacalista, imprenditore e giornalista. Io l’ho conosciuto nel 2002 quando ebbe l’idea di costituire in Associazione la nuova categoria del Terziario di Sviluppo o meglio, in altre parole, il mestiere dell’informatica. Il mio mestiere. Era febbraio quando è venuto a cercarmi ad Arco. Ed è stato subito colpo di amicizia. Di quella forte. Di quella che sa riconoscere le capacità dell’altro. Di quella che rispetta i valori altrui anche se molto diversi dai propri. Di quella fatta di un grande rispetto delle idee dell’amico ma anche di una fortissima convinzione nelle proprie. Di quella che si alimenta di grandi discussioni, di posizioni dure, di abbandoni improvvisi, di ritorni altrettanto improvvisi. E che finisce, tuttavia, per produrre sempre nuova amicizia, sempre nuove e diverse idee, sempre nuova voglia di fare, sempre nuovo desiderio di stare assieme. Per condividere, come è stato in questi ormai otto anni, quella strada comune che porta non ad essere in Associazione ma a militare nell’Associazione: e sono sicuro che, a Gianni Benedetti, questo senso di appartenenza non verrà mai meno. Credo veramente di avere avuto il piacere di conoscere, ancora più che un grande direttore, un grande uomo. Di quelli con la U maiuscola. Di quelli che hanno qualcosa da dire. Di quelli che, in una vita intera e se siamo fortunati, possiamo contare sulle dita di una mano. Di quelli che, quando smettono in azienda o in associazione, ritornano a lavorare in mezzo alla gente. In quel fare volontariato che è spesso misura della dimensione di un’anima. Sostituire Gianni Benedetti non sarà certamente un’impresa semplice. Siamo tuttavia molto fiduciosi perché proprio Gianni Benedetti in questi anni ha voluto, cresciuto, valorizzato in Associazione un gruppo dirigente di altissimo livello. E da questo gruppo la nostra Giunta provinciale ha chiamato al ruolo di direttore Nicola Berardi, fino ad oggi responsabile del nostro Ufficio Legale. Sarà quindi compito di Nicola – preparato, motivato, giovane anche se da vent’anni in via Brennero – voltare pagina, per così dire, e riorganizzare la struttura associativa adeguandola ad una nuova, diversa classe dirigente ed orientandola ad un nuovo, diverso modo di fare sindacato. E mai, come in questa occasione, la nostra Giunta ed il nostro Direttivo provinciale vogliono credere a quel detto popolare «… si chiude una porta, si apre un portone». Grazie Gianni, buon lavoro Nicola! Roberto De Laurentis
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