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Blocco Euro 3: molti danni, pochi benefici
Data: 08/10/2018

Le associazioni di categoria degli autotrasportatori lanciano un appello congiunto: «Estendere all’ultimo minuto i divieti di circolazione agli euro 3 mette in crisi imprese e famiglie»

TRENTO. La voce è unica, così come l’appello: tutte e tre le sigle di rappresentanza degli autotrasportatori trentini bocciano la ventilata introduzione del blocco della circolazione agli euro 3. Pochi vantaggi sull’ambiente a fronte di una serie di disagi e danni economici molto rilevanti per imprese e famiglie.

È trapelata nei giorni scorsi sulla stampa l’indiscrezione secondo la quale l’Agenzia per l’ambiente della provincia di Trento e il Comune del capoluogo stanno valutando l’introduzione del blocco alla circolazione anche per i veicoli euro 3, ovvero mezzi che possono avere poco più di una decina di anni di vita. Un’ipotesi che le associazioni di categoria dell’autotrasporto – FAI Conftrasporto aderente a Confcommercio Trentino, la sezione autotrasporto dell’Associazione Artigiani e di Confindustria Trento – criticano fortemente.

In Trentino, fanno sapere i presidenti delle tre associazioni, Andrea Pellegrini (vicepresidente FAI Conftrasporto), Claudio Comini (Artigiani), Lucio Sandri (Confindustria), sono circa 50 mila gli euro 3 attualmente circolanti, pari a quasi il 10% del parco veicoli complessivo. Si tratterebbe dunque di una estensione che sul piano dell’incisività rimane piuttosto contenuta, mentre provocherebbe numerosi ed anche gravi disagi alle famiglie ed alle imprese. Un’ulteriore aggravante è costituita dall’assoluta mancanza di pianificazione: non è pensabile, in un periodo ancora molto difficile per le imprese dell’autotrasporto, di poter introdurre un divieto così penalizzante, tanto più senza alcuna pianificazione.

Posto che non è in discussione la necessità di procedere in maniera convinta verso un percorso di riduzione delle emissioni e di ammodernamento sia del parco vetture circolante che di tutti gli impianti più vetusti ed inquinanti, l’ipotesi di divieto agli euro 3 è una misura che va concertata e supportata da analisi approfondite sia sui benefici in termini ambientali che sui costi riversati sulla comunità.

L’autotrasporto italiano sta scontando da troppo tempo una situazione di particolare difficoltà, aggravata negli ultimi mesi dall’aumento del prezzo del gasolio e delle tariffe autostradali che si aggiungono ai costi del personale e ad una tassazione tra le più alte in Europa. A questo si aggiunge la complessa vicenda del Brennero, a causa delle restrizioni messe in campo dall’Austria. Provvedimenti così penalizzanti come il paventato blocco agli euro 3, attuati senza alcuna programmazione, rappresenterebbero per le aziende della provincia di Trento un problema consistente: i rappresentanti delle associazioni di categoria chiedono che la questione possa essere affrontata in un tavolo di lavoro composto sia dall’amministrazione pubblica che dalle imprese.

LINK ARTICOLI

http://www.ladige.it/news/cronaca/2018/10/05/protesta-autotrasportatori-trentini-no-blocco-circolazione-euro-3

http://www.giornaletrentino.it/cronaca/i-camionisti-trentini-contro-lo-stop-agli-euro-3-1.1768068


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