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Addio studi di settore: arrivano gli indici di affidabilità
Data: 14/07/2017

Con la conversione in Legge del D.L. 50 (24 aprile 2017) sono stati introdotti (articolo 9 bis) gli indici sintetici di affidabilità fiscale che segnano la fine degli studi di settore.

A CHI SI RIVOLGONO

Gli indici riguardano gli esercenti attività di impresa, arti o professioni e sono elaborati con una metodologia basata su analisi di dati e informazioni relativi a più periodi d'imposta.

IN COSA CONSISTONO

Con gli indici viene verificata la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale del contribuente valutandone il grado di affidabilità con una scala da 1 a 10.

Servirà anche al fine di consentire allo stesso, sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente previsti, l’accesso al relativo regime premiale.

Verranno approvati, con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta per il quale sono applicati e saranno soggetti a revisione almeno ogni due anni dalla loro prima applicazione o dall’ultima revisione.

L’Agenzia delle Entrate individuerà, tramite un Provvedimento che verrà emanato entro il mese di gennaio di ciascun anno, le attività economiche per le quali devono essere elaborati gli indici ovvero deve esserne effettuata la revisione.

Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, il Provvedimento dell’Agenzia verrà emanato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione della manovra correttiva.

DA DOVE ARRIVANO LE INFORMAZIONI

I dati rilevanti ai fini della progettazione, della realizzazione, della costruzione e dell’applicazione degli indici sono acquisiti dalle dichiarazioni fiscali, dalle fonti informative disponibili presso l’Anagrafe tributaria, le Agenzie fiscali, l’INPS, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e il Corpo della Guardia di Finanza, nonché da “altre fonti”.

I contribuenti, ai quali si applicano gli indici, dichiarano i dati economici, contabili e strutturali rilevanti per l’applicazione degli stessi, indipendentemente dal regime di determinazione del reddito utilizzato.

COMPILAZIONE E TRASMISSIONE

Per la trasmissione dei dati l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti e degli intermediari, oltre agli elementi e le informazioni derivanti dall’elaborazione e dall’applicazione degli indici, programmi informatici per la compilazione e la trasmissione.

MIGLIORARE IL PROPRIO INDICE DI AFFIDABILITÀ

I contribuenti interessati potranno inoltre indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti per la determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per migliorare il proprio profilo di affidabilità nonché per accedere al relativo regime premiale.

Tali ulteriori componenti positivi rileveranno anche ai fini dell’IRAP e determineranno un maggior volume di affari rilevante ai fini dell’IVA. La dichiarazione degli importi non comporterà l’applicazione di sanzioni e interessi a condizione che il versamento delle relative imposte sia effettuato entro il termine e con le modalità previsti per il versamento a saldo delle imposte sui redditi, con facoltà di effettuare il pagamento rateale delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte.

CASI DI ESONERO

Gli indici non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente:

- ha iniziato o cessato l’attività ovvero non si trova in condizioni di normale svolgimento della stessa;

- dichiara ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui all’art. 54, comma 1 T.U.I.R. di ammontare superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione o revisione dei relativi indici.

REGIME PREMIALE

In relazione ai diversi livelli di affidabilità fiscale conseguenti all’applicazione degli indici, saranno riconosciuti i seguenti benefìci:

· l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000 euro annui relativamente all’IVA e per un importo non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all’IRAP;

· l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell’IVA per un importo non superiore a 50.000 euro annui;

· l’esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative ex art.30 L. n. 724/1994 anche ai fini di quanto previsto al secondo periodo del comma 36-decies dell'art.2 D.L. n. 138/2011;

· l’esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all’art. 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, D.P.R. n. 600/1973, e all’art. 54, secondo comma, secondo periodo, D.P.R. n. 633/1972;

· l’anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’art. 43, comma 1, D.P.R. n. 600/1973, con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e dall’art. 57, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972;

· l’esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all’art. 38 D.P.R. n. 600/1973, a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi il reddito dichiarato.

Fonti:

- Art. 7-bis D.L. 22 ottobre 2016, n. 193;

- Art. 9‐bis D.L. 24 aprile 2017 n. 50


Riferimento per la notizia
Pier Giuseppe Gasperetti
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