Il salario minimo non è una soluzione

Non si tratta di difendere posizioni preconcette piuttosto che il ruolo dell’associazione o idee politiche di un colore o di un altro. Sono le osservazioni che faccio da membro della società civile e da imprenditore che mi portano ad essere profondamente contrario ad un’eventuale introduzione del salario minimo garantito. L’idea di alzare a nove euro l’ora – ancora non è stata fatta chiarezza neppure se sarebbero lordi o netti – lo stipendio dei lavoratori è un qualcosa che il nostro sistema economico molto semplicemente non può sostenere. Andare oltre ogni tipo di contrattazione collettiva tra parti sociali e datoriali imponendo cifre calate dall’alto farebbe saltare gli equilibri che sono alla base del sistema attuale: pensiamo ad esempio a chi viene assunto come apprendista. Ecco in questo caso si comincia con un determinato salario per poi aumentarlo con il passare del tempo e l’acquisizione di nuove competenze: se si partisse subito con nove euro (1400 euro al mese con 40 ore a settimane) chi è più esperto e maggiormente specializzato come dovrebbe sentirsi? Ovviamente chiederebbe un aumento e qui non si tratta di comparti produttivi che stanno attraversando congiunture migliori o peggiori ma di un effetto a cascata che non sarebbe sostenibile dalle aziende. E ancora: già il costo del lavoro in Italia è tra i più elevati d’Europa, come possiamo pensare di aumentarlo ulteriormente? Certo, tutto si può fare ma poi chi ne risentirà sarà il consumatore che vedrà schizzare verso l’alto il prezzo dei servizi e dei prodotti e, in un circolo estremamente vizioso, l’eventuale aumento dei salari neppure si riuscirebbe a sentire, dato che tutto costerebbe di più. Capisco che l’obiettivo di chi è intenzionato a introdurre il salario minimo è quello di tutelare quel dieci percento di lavoratori che opera senza ricadere sotto un contratto collettivo, ma non è certo questo il modo. Piuttosto si provi a “normalizzare” tutte le situazioni più delicate, cercando poi di abbassare il costo del lavoro per le imprese, questa è la strada da seguire per poter crescere realmente.

Marco Segatta – Presidente dell’Associazione Artigiani Trentino

 

 

DATA DI PUBBLICAZIONE

05.07.2019

REFERENTE

Stefano Frigo
Comunicazione

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