21/10/2025
Emergenza casa e burocrazia, De Zordo lancia l’allarme: «Servono soluzioni concrete»
Negli ultimi giorni, il dibattito sull’economia locale si è acceso attorno ad alcune questioni sollevate dal presidente di Confindustria, Lorenzo Delladio, in particolare riguardo all’emergenza abitativa, alla gestione della forza lavoro e alla burocrazia che grava sulle imprese.
In questo contesto, il nostro presidente Andrea De Zordo ha voluto intervenire per rilanciare il punto di vista del comparto artigiano, evidenziando come queste problematiche impattino in modo ancora più significativo sulle microimprese del territorio.
«La pressione del turismo sta rendendo sempre più difficile trovare alloggi per i lavoratori. È urgente ristrutturare gli immobili sfitti e renderli disponibili per le locazioni» ha dichiarato De Zordo, richiamando l’attenzione su un tema di grande attualità.
Accanto all’emergenza abitativa, il presidente ha evidenziato il peso dell’eccessiva burocrazia, che grava in modo particolare sul comparto artigiano rispetto all’industria. «Il 94% delle nostre imprese conta meno di dieci dipendenti e oltre il 60% è costituito da un singolo imprenditore – ha spiegato –. Questo comporta che le microimprese debbano gestire non solo la produzione, ma anche tutte le attività amministrative, dai preventivi alla fatturazione, fino alla relazione con i clienti e alla formazione continua».
Una condizione difficile da sostenere, che secondo De Zordo può essere alleggerita grazie a una digitalizzazione mirata alla semplificazione dei processi burocratici della pubblica amministrazione. «È inaccettabile dover presentare più volte le stesse documentazioni, ad esempio per partecipare alle gare d’appalto – ha evidenziato.
Sul fronte abitativo, De Zordo ha sottolineato come molti proprietari preferiscano lasciare vuoti i propri appartamenti per timore di morosità, rinunciando così a opportunità di guadagno. «Stiamo lavorando concretamente a un progetto che mira alla ristrutturazione di alloggi da destinare alla locazione – ha spiegato – e al contempo promuoviamo forme di sostegno per incentivare chi è disponibile ad affittare».

Il presidente ha inoltre affrontato il tema della forza lavoro, con particolare attenzione all’integrazione dei lavoratori stranieri e alla conciliazione tra lavoro e vita familiare: «È importante che il part-time non sia una scelta obbligata – ha affermato –. Servono strutture più flessibili per supportare le famiglie e consentire ai lavoratori di gestire i turni. Inoltre, chiediamo incentivi per ridurre i costi di gestione di questi servizi».
Una visione lucida e propositiva quella del nostro presidente, che mette in luce criticità strutturali che rischiano di frenare la competitività delle imprese artigiane trentine, se non affrontate con interventi mirati e tempestivi.
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