08/04/2026
Viabilità nell’Alto Garda: Daniela Bertamini chiede una gestione strategica dei flussi
Serve un piano del traffico serio e un’ottimizzazione della viabilità attuale per gestire i picchi di afflusso che stringono l’Alto Garda in una morsa. Il prezzo di questi ingorghi, che durano ore, ricade direttamente su residenti e lavoratori. È questa la posizione netta di Daniela Bertamini, Presidente territoriale dell’Alto Garda, intervenuta dopo un fine settimana di paralisi stradale che sembra l’anticipazione di un’estate estremamente difficile.
Una paralisi che colpisce il lavoro
Le criticità maggiori riguardano i principali accessi alla Busa: dalla Vallagarina verso Nago e Torbole, con colonne sulla litoranea fino a Linfano, e l’ingresso a Riva da Porto San Nicolò. Sul versante di Trento, gli ingorghi da Ceniga ad Arco paralizzano le rotatorie di San Martino e Omega, bloccando via Santa Caterina, via Sant’Andrea e viale Trento.
Siamo di fronte a una resistenza quotidiana che mette in luce criticità ormai insopportabili – spiega Bertamini -Continuiamo a convogliare tutto il traffico sulle stesse strade e rotatorie, saturandole completamente. Il risultato è un blocco a cascata che rende gli spostamenti tra i Comuni quasi impossibili, creando forti disagi ai lavoratori.
Sebbene il territorio attenda la nuova grande viabilità, la Presidente esprime dubbi sul fatto che l’opera sia, da sola, risolutiva.
Quando il tunnel sarà completato, non sono convinta che risolverà tutto se continuerà a mancare una gestione dei flussi coordinata.

In attesa del progetto complessivo, che include il collegamento alla Maza, il potenziamento di via Aldo Moro e via S. Isidoro, la circonvallazione di Torbole e gli hub di attestamento, Bertamini insiste sulla necessità di agire subito per decongestionare le arterie principali, evitando di incanalare tutto il traffico su pochissime direttrici.
Soluzioni concrete per la mobilità interna
La proposta della Presidente parte da interventi mirati per creare dei sotto-flussi secondari. Un esempio critico è quello di via Sant’Andrea: attualmente chi esce dalla zona Pregis per tornare verso Arco o la zona artigianale di Ceole è obbligato a percorrere l’arteria fino alla rotatoria del vivaio per poi tornare indietro.
All’altezza dell’autolavaggio bisognerebbe creare una rotatoria che permetta di rientrare agevolmente verso Ceole -suggerisce Bertamini – Interventi di questo tipo, realizzati nelle aree sensibili, servirebbero a snellire la viabilità principale.
La necessità degli artigiani
La Presidente sottolinea come la categoria degli artigiani non possa rinunciare all’efficienza stradale.
Non possiamo permetterci di muoverci con mezzi alternativi come le bici elettriche: trasportiamo attrezzi e materiali pesanti, e abbiamo bisogno di celerità di movimento. Una viabilità fluida è essenziale per poter lavorare.
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