“Un lavoro a regola d’Arte”, la nuova mostra immersiva del METS

20/04/2026

“Un lavoro a regola d’Arte”, la nuova mostra immersiva del METS

Venerdì 17 aprile è stata inaugurata al METS – Museo etnografico trentino San Michele la mostra “Un lavoro a regola d’Arte. Dignità, Salute e Sicurezza per un mondo del lavoro migliore”. All’evento ha partecipato anche il nostro presidente Andrea De Zordo.

Si tratta di un progetto espositivo immersivo che resterà aperto fino al 30 novembre 2026 e che intreccia arte contemporanea e patrimonio etnografico per affrontare, in modo innovativo e coinvolgente, i temi della dignità, della salute e della sicurezza sul lavoro. Un’iniziativa nata con l’obiettivo di contribuire a immaginare e costruire un mondo del lavoro più sicuro, dignitoso e umano.

 

Da sempre la sicurezza sul lavoro è una delle priorità della nostra Associazione e quindi non potevo e non volevo mancare ad un appuntamento come questo. In tal senso stiamo portando avanti diversi progetti, su tutti il Safety Park che sta prendendo forma a Trento Nord, per noi i lavoratori non sono semplice dipendenti, molto spesso si tratta di famigliari o di persone con le quali collaboriamo per decenni. La loro salute e la loro integrità sono assolutamente al primo posto.

 

 

Andrea De Zordo

“La mostra che inauguriamo è importante per il Museo etnografico trentino San Michele in quanto segna una novità significativa nel modo di comunicare i contenuti culturali che gli sono propri: nel percorso diffuso attraverso alcune sale dell’allestimento permanente del Museo il focus passa infatti dall’oggetto etnografico in sè al significato sociale che quell’oggetto veicola e alla riflessione etica che stimola. Ecco quindi che gli oggetti della tradizione contadina fanno da sfondo ai grandi e attualissimi temi della salute, della dignità e della sicurezza sui luoghi di lavoro, temi che sono comunicati attraverso il linguaggio immediato e potente della musica e della danza” – spiega il presidente del METS Ezio Amistadi.

“Questa esposizione non si limita a presentare il patrimonio etnografico, ma ne evidenzia la capacità di dialogare con le sfide più urgenti della società contemporanea – ha sottolineato l’assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa durante l’inaugurazione – Il lavoro è qui affrontato nella sua complessità odierna, mettendo al centro prospettive di primaria importanza: la dignità intrinseca del lavoro, la sicurezza sui luoghi di impiego e lo stato di benessere e salute che l’attività lavorativa deve garantire e determinare in chi la svolge”.

Ideata dagli artisti di Imagem Paola Samoggia e Carlo Magrì, la mostra si configura come un’esperienza emozionale e multisensoriale. Il percorso si sviluppa attraverso sette sale, ciascuna dedicata a un cortometraggio, accompagnando il visitatore in un racconto immersivo fatto di immagini, musica, danza e videoarte. Un racconto potente e suggestivo che, attraverso il linguaggio del contemporaneo, affronta temi centrali e urgenti come la dignità del lavoro, la salute e la sicurezza, con uno sguardo attento al fenomeno delle “morti bianche” e alla necessità di promuovere una cultura diffusa della prevenzione.

 

 

Ispirate agli obiettivi dell’Agenda 2030, le opere esplorano il rapporto tra lavoro, persona e ambiente, in un dialogo tra passato e presente. In questo contesto, il METS si conferma non solo come luogo di conservazione, ma spazio vivo di interpretazione del contemporaneo e di lettura del presente, dove il patrimonio demoetnoantropologico incontra forme espressive inedite, capaci di attivare nuove prospettive sul mondo del lavoro.

Il percorso espositivo affronta le molteplici dimensioni del lavoro: il legame tra uomo e natura, l’interazione con le macchine, fino al lavoro come strumento di emancipazione sociale. A concludere l’esperienza, un’installazione ispirata all’opera del premio Nobel Muhammad Yunus, ideatore del microcredito, che invita a riflettere sul lavoro come leva per il superamento della povertà e per la costruzione di modelli economici più equi e sostenibili.

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