06/05/2026
Abitare in Primiero: l’appello del presidente territoriale Boninsegna
Dal confronto tra territorio e istituzioni emerge una priorità chiara: trovare alloggi per lavoratori e famiglie è oggi indispensabile per garantire crescita e competitività alle imprese.
Il tema dell’abitare è tornato al centro del confronto tra imprese e istituzioni del Primiero.
Una valle intraprendente, ma sotto pressione
I numeri del Primiero raccontano un territorio dinamico: circa 9.500 abitanti e 900 imprese iscritte alla Camera di Commercio, capaci di dare lavoro a oltre 3.600 addetti, senza contare gli stagionali.
Significa che circa il 10% della popolazione ha una partita IVA, una quota superiore alla media provinciale, che conferma una forte vocazione imprenditoriale.
Una realtà vivace, che oggi si trova però a fare i conti con criticità sempre più evidenti: invecchiamento delle imprese, difficoltà nel passaggio generazionale, fuga dei giovani e crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata.
Il nodo abitativo
Tutte criticità che hanno un denominatore comune; la difficoltà di trovare alloggi in una valle ad alta vocazione turistica come la nostra, dove i prezzi sono “drogati” dal mercato delle seconde case, ma attenzione, c’è un controsenso, questo mercato genera tantissimo lavoro (50 MIL) alle aziende legate all’edilizia, al commercio, alla ristorazione a tutta la filiera, non dobbiamo dare questo motore per scontato, i numeri che ho elencato prima, anche grazie alle problematiche mondiali, potrebbero dimezzarsi costringendo molte persone a trasferirsi non per il caro casa ma per cercare lavoro
Da qui la necessità di trovare un punto di equilibrio: sostenere lo sviluppo economico senza compromettere la possibilità per chi lavora in valle di viverci stabilmente.

«Il bisogno è oggi»
I dati raccolti da un recente sondaggio tra le aziende artigiane parlano chiaro:
- 6 imprese su 10 segnalano la necessità di alloggi per i dipendenti
- 1 impresa su 2 prevede nuove assunzioni
Numeri che mettono in evidenza un problema concreto e immediato: senza soluzioni abitative adeguate, diventa difficile far crescere le aziende e trattenere lavoratori sul territorio.
Nel frattempo, alcune realtà stanno già sperimentando soluzioni:
- spazi aziendali da riconvertire in foresterie, compatibilmente con la normativa urbanistica
- formule di affitto con possibile riscatto
Segnali di un tessuto imprenditoriale attivo, che però ha bisogno di strumenti e condizioni favorevoli per trasformare queste idee in progetti reali.
Fondazione Trentino Abitare: una strada da rafforzare con contributi pubblici
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il sostegno alla Fondazione Trentino Abitare, considerata una leva importante per innovare il modello dell’abitare.
Come Associazione siamo stati tra i primi a crederci», è stato ricordato, sottolineando il valore di un approccio che mette in rete pubblico, privato e terzo settore. Ma il rischio è che possa fare solo, se pur importante, la parte di garante tra proprietari e affittuari e non le ristrutturazioni. Se la provincia non finanzierà con contributi a fondo perduto queste ultime, il progetto potrebbe risultare impraticabile.
L’appello alle istituzioni
Il messaggio lanciato da Alberto Boninsegna alle istituzioni è netto: occorre agire subito.
Il bisogno è oggi. Ci sono molte misure promesse che devono ancora partire, il mercato del lavoro cambia velocemente, tutti ricordiamo il periodo in cui le nostre case, capannoni, alberghi in pochi mesi sono scesi di valore della metà, e non esisteva il problema dell’abitare anzi…
Quello dell’abitare non è solo un tema sociale, ma una questione centrale per il futuro economico della valle.
Senza soluzioni, il rischio è quello di frenare la crescita delle imprese e ridurre l’attrattività del territorio.
Con politiche efficaci, invece, è possibile sostenere occupazione, sviluppo e qualità della vita.
Il confronto è avviato. Ora serve trasformarlo in azione concreta.
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