06/06/2026
Artigiani in assemblea: la sfida del ricambio generazionale
Un appuntamento sentito, partecipato, vissuto. Un momento ufficiale, ma anche una grande festa, iniziata oggi venerdì 5 giugno, ma che proseguirà anche domani, sabato 6 con una giornata aperta a giovani e famiglie.
Gli ottant’anni della nostra Associazione sono stati celebrati ieri, a Mezzocorona, in un PalaRotari attento ed emozionato che ha ripercorso quel lungo viaggio iniziato il 21 marzo 1946. L’occasione giusta per ribadire l’importanza del mondo artigiano, la sua centralità nella vita di tutti i giorni, l’impegno delle migliaia di aziende e di tutti coloro che contribuiscono in modo decisivo all’economia del territorio provinciale e non solo. Sono infatti proprio le piccole e piccolissime imprese artigiane a portare avanti le attività di famiglia, a presidiare le zone anche più lontane dai grandi centri abitati (come ad esempio quelle di montagna), mantenendo “vivi” i contesti in cui si trovano ad operare. E questo dimostra come, oltre all’aspetto puramente economico, siano le persone a fare davvero la differenza. Novemila aziende (l’80% di quelle iscritte alla Camera di Commercio di Trento) e trentamila impiegati tra collaboratrici, collaboratori e datori di lavoro: sono solo alcuni dei numeri che testimoniano la presenza forte e radicata degli artigiani nella comunità trentina. Così come il loro ruolo centrale.
E questo ieri è stato ribadito più volte, non solo dal presidente Andrea De Zordo ma anche da tutti coloro che hanno preso la parola prima e dopo di lui: il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, i rappresentanti di Confartigianato Nazionale tra cui il presidente Marco Granelli e il responsabile dell’ufficio studi Enrico Quintavalle, ma anche il portavoce dei giovani artigiani trentini Andrea Navarini, l’arcivescovo di Trento Monsignor Lauro Tisi, ma anche il docente universitario Franco Cesaro e la giovane imprenditrice Camilla Borz. Il ritmo incalzante dell’assemblea è stato scandito intervento dopo intervento dalla moderatrice, la giornalista e speaker di Radio NBC Patrizia Orsingher.
E prima di ogni discorso sul palco, un video emozionante: le parole dei presidenti del passato e del presente, di artigiani, dipendenti, funzionari pubblici e politici, di chi in questi ottant’anni ha visto crescere l’Associazione e che, oggi, ancora si sente parte integrante di questo mondo così ampio e variegato. Nel mezzo, non sono mancati inoltre altri momenti con video ed anche una breve rappresentazione teatrale.
Tema centrale dell’assemblea , quello del ricambio generazionale: argomento certamente difficile, estremamente attuale e che non guarda solo al futuro, ma anche al presente. Le aziende di oggi infatti, soprattutto per le loro ridotte dimensioni, devono affrontare questa sfida guardando prima di tutto ai famigliari ma, nei casi in cui figli e nipoti non volessero proseguire con l’attività, puntando su collaboratori, dipendenti fidati, persone che con passione possono portare avanti l’impresa.



De Zordo: “Ricambio fondamentale per salvaguardare esperienze“
Il presidente degli artigiani trentini, Andrea De Zordo, fin da subito si è concentrato sul tema centrale dell’assemblea e cioè quello del ricambio generazionale.
Dobbiamo renderci conto che questo mondo, così straordinario, ha subìto un’importante evoluzione e che sta continuando a mutare. Ma per fare questo, ha bisogno di essere sostenuto. E quindi lo chiediamo direttamente alla politica: servono interventi economici forti, serve che il passaggio generazionale diventi una priorità massima nel sistema economico e che gli istituti di credito creino un sistema solido per sostenere questo settore economico.
Il passaggio generazionale è un tema scottante, inderogabile e che non si può procrastinare. Possiamo anche definirlo come un problema che, per troppo tempo, è stato sottovalutato e lasciato indietro. Basti pensare che negli ultimi vent’anni gli over 50 sono passati da poco più del 20% a quasi il 50%. E ancora, il 60% delle imprese non ha un piano che riguarda la successione e solo il 20% ha un piano formale su quello che sarà il proprio futuro. Il 50% potrebbe aver individuato il successore ma non sa come fare il passaggio. Tant’è che 7 titolari su 10 non si sentono pronti a passare l’attività e l’88% dei titolari si dichiara disponibile ad andare avanti.
Quello artigiano è un mondo cucito addosso all’imprenditore e in cui individuare dei successori non è semplice. Si cercano in famiglia o tra i collaboratori ed ecco perché noi in questo giochiamo un ruolo fondamentale, per salvaguardare queste grandi esperienze.

Failoni: “Artigiani spina dorsale dell’economia trentina“
Il sostegno del mondo della politica a quello dell’artigiano è reale e concreto. Lo ha ribadito con forza e chiarezza l’assessore provinciale Roberto Failoni che ha poi posto l’attenzione sull’importanza dell’Associazione Artigiani e di tutte le categorie economiche ricoprono nell’economia del nostro territorio.

L’Associazione Artigiani trentina festeggia ottant’anni di storia in un momento sicuramente positivo, in cui con il presidente De Zordo c’è un grande rapporto di disponibilità al confronto e sincerità.
A lui vanno i miei complimenti, per riuscire a guardare al futuro con fiducia in un mondo che ha oggettive difficoltà. Di contro, sono soddisfatto del fatto che ormai tutti hanno capito, finalmente, che siamo all’interno di un sistema. Gli artigiani sono la spina dorsale dell’economia trentina ed è bello vedere che sempre più comparti vogliono lavorare con aziende del territorio. Dobbiamo ricordare che l’artigianato non è solo tradizione, ma costituisce uno dei pilastri fondamentali del Trentino.
Il ricambio generazionale? Certamente servirà un sostegno dalla componente straniera, ma i trentini, donne e uomini, ci sono ed hanno voglia di lavorare.
Quintavalle: “Se il ricambio non si trova in famiglia, domina l’incertezza”
I numeri di ieri, oggi e domani sono stati forniti da Enrico Quintavalle. Alcuni sono fondamentali per capire come il tema del ricambio generazionale sia centrale in tempi moderni: in Italia, il 30% delle imprese è oggi a rischio proprio per la mancanza di una continuità aziendale, mentre in Trentino (territorio che comunque nel nostro Paese è al primo posto proprio per la capacità di ricambio) nei prossimi cinque anni saranno il 10% le imprese interessate da questo processo.
E proprio un’indagine svolta dall’Associazione Artigiani trentina, in collaborazione con l’ufficio studi nazionale, coinvolgendo ben 227 imprenditori (il 72% delle aziende coinvolte sono a conduzione famigliare): è emerso come in un caso su due figli e famigliari, quando presenti, si dicono interessati a rilevare l’azienda di famiglia, ma in ben quattro casi su dieci non c’è possibilità di ricambio generazionale all’interno del nucleo famigliare.
Le imprese di oggi, rispetto al passato, sono più robuste e resilienti. Viviamo in una vera e propria “era dell’incertezza“, dalle crisi globali alle transizioni digitale, green e demografica. Ma quando il ricambio non si riesce a trovare all’interno della propria famiglia, domina l’incertezza. E questo, di conseguenza, rende probabile una chiusura dell’attività.
Occorre dunque spingere sull’innovazione anche perchè, dicono i dati, oggi in Italia ci sono 4,1 milioni di giovani che si sono detti attratti dal mondo dell’artigianato.
Infine, un dato importante per il Trentino: il 61,9% degli occupati in tutta la provincia di Trento lavora in una micro o piccola impresa, più del 59,3% registrato nel Nord Est italiano.

L’intervento del professor Franco Cesaro è stato sicuramente particolare. Un dialogo inter-generazionale tra scenari e prospettive dal titolo “Non è mai troppo presto” in cui è stata posta l’attenzione non solo sulle perplessità e sui dubbi di chi vorrebbe cedere l’attività ma non se la sente, ma anche di chi, pur volendo rilevare l’impresa, si pone tanti interrogativi.
Dal rapporto dell’imprenditore con i propri dipendenti e collaboratori, ma anche quello tra genitori e figli: l’analisi di Cesaro è stata divertente sotto tanti punti di vista e scandita da diversi momenti di applausi, ma ha colpito nel segno. Quello del ricambio generazionale resterà sempre un tema complesso.



Granelli, Navarini e Borz: giovani, futuro e cultura artigiana
Si è aperto poi il momento di un confronto a tre, una tavola rotonda tra il presidente nazionale degli artigiani Granelli, il rappresentante dei giovani artigiani trentini Navarini e l’imprenditrice Borz.
Per primo ha preso la parola Granelli: “Con un’apposita legge, abbiamo chiesto al governo di ragionare su un limite dimensionale più alto per le piccole aziende, fino ai 49 addetti. Poi che vengano incluse le Spa e soprattutto che venga individuato il cosiddetto ‘artigiano 5.0‘ e che si tenga dunque in considerazione l’aspetto della creatività, non solo quello della manualità. Vogliamo un artigianato che non sia solo al centro delle scelte economiche, ma del rilancio generale del nostro Paese. In questo, la narrazione dell’artigianato è fondamentale: il lavoro artigiano è sempre stato etichettato come una scelta di Serie B, ma non è assolutamente così. Parliamo di un problema culturale di cui ci sentiamo responsabili“.
Poi è intervenuto Navarini: “Tantissime professioni hanno subìto, purtroppo, una svalutazione culturale nel tempo e non sono state valorizzate nel modo giusto. L’artigianato è ancora attrattivo? Certo, ma può volerci del tempo. Ecco perchè narrare nel modo giusto l’artigianato è fondamentale. Oggi i giovani hanno bisogno di sostegno, economico soprattutto, ed anche questo potrebbe rendere questo mondo più attrattivo. Dobbiamo tornare a presidiare la comunicazione di noi stessi, perchè ogni piccolo imprenditore rappresenta un insieme importante di competenze“.
Infine, l’intervento di Borz che ha usato la metafora di un foglio, passato da semplice pezzo di carta ad aereo capace di volare, per rappresentare l’evoluzione della sua azienda, presa in mano insieme al fratello: “Dare nuove forme a comportamenti ed abitudini è determinante per creare un’impresa sostenibile. Non solo dal punto di vista ambientale, ma parliamo di una sostenibilità economico-sociale e che porti un benessere complessivo in azienda. E questo è un tema su cui i giovani sono molto attivi“.



Fugatti: “Interverremo per il mondo artigiano, anche economicamente“
All’assemblea generale è intervenuto anche il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti che ha spiegato quelli che potrebbero essere gli interventi concreti da mettere in campo per sostenere il mondo artigiano.

Il tema del ricambio generazionale può essere sicuramente affrontato con interventi fiscali, ma non solo. Penso infatti ai giovani che vanno a studiare all’estero oppure a chi non ha successioni famigliari: sono scelte e su questo, purtroppo, possiamo fare poco.
Come Provincia, tuttavia, stiamo ragionando su tre tipologie di interventi, partendo da uno sull’affiancamento e la successione, poi un altro indirizzato alla digitalizzazione e all’innovazione, perché un artigiano sostenuto dal digitale è molto più attrattivo, infine un incentivo o un contributo per il rilancio della categoria.
Il nostro territorio sta crescendo anche grazie al lavoro degli artigiani e noi, per quanto possibile, vogliamo supportare questo comparto. Penso agli appalti pubblici: nel 2023 abbiamo registrato 280 milioni di euro di lavori, nel 2024 siamo arrivati a 310 milioni anche grazie al PNRR, mentre nel 2025 abbiamo registrato ancora 250 milioni di euro di appalti. L’obiettivo di quest’anno è superare nuovamente i 300 milioni di euro di lavori pubblici che, ovviamente, ricadranno sulle vostre categorie.
Tisi: “Il lavoro non è un’opzione B, ma luogo in cui realizzarsi“
Infine, in chiusura dell’evento, è intervenuto Monsignor Tisi che ha voluto rivolgere diversi appelli, soprattutto ai giovani artigiani, indicandoli come il presente e il futuro non solo di questo settore, ma del mondo intero.
Quello degli artigiani è un mondo affascinante: riesce sempre a dimostrare che il lavoro può essere terreno di gioia, ma anche un luogo di realizzazione che nessun’altra professione ti può dare. In questo mondo e con queste professioni ognuno riscopre chi è e ritrova sé stesso.
Un pensiero, infine, dobbiamo rivolgerlo ai giovani: hanno imparato a fare sistema, sanno che la realtà in cui si trovano è complessa e che nessuno è depositario della verità. La complessità è un tema fondamentale in cui muoversi e loro hanno ormai capito quanto sia importante entrare in una dimensione dove collaborare e interagire.
I giovani non sono un problema, bensì una risorsa fondamentale per il presente e il futuro. Smettiamo di incolparli per tutto, anche perchè non hanno nemmeno l’età per vedersi attribuire tutte queste colpe. Non sono un debito ma la garanzia su cui costruire il nostro domani.
E rispetto al mondo del lavoro di oggi, voglio sottolineare questo: l’intuizione e l’inventiva arrivano dall’umano, non dalla macchina. Gli artigiani hanno l’empatia, cosa che le macchine non possiedono. E questo fa la differenza.

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