A Mezzocorona la grande festa degli artigiani per gli 80 anni

06/06/2026

A Mezzocorona la grande festa degli artigiani per gli 80 anni

di Nicola Maschio
fotografie di Matteo De Stefano

 

Dopo la celebrazione ufficiale e istituzionale, un momento di grande festa. Il PalaRotari di Mezzocorona si è trasformato, durante la giornata del 6 giugno, in un luogo di divertimento, esplorazione, ma anche e soprattutto scoperta del vasto e coinvolgente mondo artigiano. Tanti stand, punti interattivi, tra una caccia al tesoro ed una escape room (andata completamente esaurita), fino ai due eventi di punta: per prima la sfilata Di Oro e di Incanto – 80 anni di bellezza artigiana con otto outfit, uno per ogni decennio, realizzati da artigiani e scuole; poi il dialogo con Vincenzo Schettini, volto di L’artigianato che ci piace e che, in un auditorium praticamente tutto esaurito, ha accompagnato ragazze e ragazzi in un dialogo sui valori e il futuro del settore.

La seconda giornata organizzata per gli ottant’anni della nostra Associazione si è quindi svolta in un clima di festa, con il coinvolgimento di grandi e piccini e la possibilità, per ognuno di loro, di avvicinarsi alle oltre quaranta categorie artigiane tra laboratoriincontriconfronti dimostrazioni pratiche. Non è mancato davvero nulla: decine infatti gli stand collocati nell’ampio terreno del PalaRotari di Mezzocorona, da quelli dedicati alle arti grafiche fino ai visori di ultima generazione oppure alla falegnameria. E ancora, i grandi mezzi per le lavorazioni nei boschi e nei cantieri, senza dimenticare la caccia al tesoro che ha coinvolto famiglie e curiosi fin dalle prime ore del mattino, così come il simulatore di saldatura.

 

 

 

Tutto esaurito per l’escape room a tema Stranger Things

Ispirata alla celebre serie Netflix, l’escape room Robe strambe: l’artigianato perduto ha riscosso un grandissimo successo: ben 104 ragazze e ragazzi tra i 12 ed i 20 anni si sono iscritti durante tutta la giornata, cioè il massimo dei posti disponibili. Un sold out testimoniato anche dall’entusiasmo dei partecipanti che, risolvendo enigmi e indovinelli, hanno trovato il modo per superare la prova.

Il primo dei tredici turni si è svolto alle 10:30, mentre l’ultimo si è concluso dopo le 16:30.

 

 

 

Ri_Generazione d’impresa: il panel dei giovani imprenditori artigiani

 

Si è parlato di passaggio generazionale durante il panel Ri_Generazione d’impresa, organizzata dai Giovani Imprenditori della nostra Associazione. Ospiti, oltre al giornalista moderatore Gabriele Stanga (Il T Quotidiano), hanno preso parte al dibattito Giovanna Leto Di Priolo (da oltre 25 anni lavora nel campo della consulenza e Senior Advisor di BIP Corporate Finance & Strategy) e Valentino D’Angelo (assistant professor of practice alla Bocconi School of Management Family Business and Corporate Governance).

Qualche numero è stato fornito all’inizio per inquadrare i giovani all’interno del mondo artigiano e imprenditoriale in generale: oggi 1.500 imprese in Trentino sono guidate da under 35, tuttavia solo una impresa su cinque riesce ad arrivare fino alla terza generazione. Chiaro quindi come il tema del passaggio generazionale sia particolarmente complesso. Inoltre, nel nostro territorio ci sono anche (in tutti i settori) 4.500 imprese a rischio chiusura perchè non riescono a trovare soluzioni adeguate rispetto al passaggio generazionale.

 

Alle volte osserviamo che ci sono imprese che si reinventano completamente e portano avanti un’iniziatica imprenditoriale diversa – ha spiegato in prima battuta D’Angelo. – Non è solo capacità di reinventare il business, ma anche di inventare nuove imprese. Non è fondamentale quindi che le nuove generazioni entrino in una impresa per fare ciò che, ad esempio, facevano i nonni. Ma ci sono tante nuove generazioni che riescono a creare qualcosa di autonomo e diverso. Nel mondo artigiano è fondamentale conoscere il business che si fa, ma allo stesso conoscere il mestiere è qualcosa di complesso perchè rappresenta un modo di essere e una serie di saperi. E da qui nasce una grande sfida: quella di generare un dialogo in cui chi deve imparare vuole far emergere queste conoscenze, ma dall’altra chi deve tramandare deve trovare un linguaggio comune per insegnarle“.

Non bisogna aver paura di sbagliare e anche di fallire: la cosa più importante è raccogliere le sfide, provare, tentare anche nuove strade, ma senza timore – ha aggiunto Leto Di Priolo. – Quando si dà vita ad un impresa, si crea qualcosa che va oltre la persona stessa, oltre ognuno di noi. E quando pensiamo alla ri-generazione, torniamo alla ‘radice’: significa continuare a rinascere, a provare, a cogliere opportunità e affrontare nuove sfide. Certo, la paura è comprensibile, ma anche quando non ci si sente più parte di una realtà si può ragionare sul modo di mantenere in piedi un prodotto o un’azienda anche attraverso il cambiamento, nuovi punti di vista o approcci“.

 

 

Grandi e piccini in coda per il simulatore di guida

Ora dopo ora, il simulatore di guida ha riscosso un grandissimo successo. Studenti, bambini, anche qualche artigiano adulto: tutti hanno voluto provare l’esperienza di mettersi al volante di un grande mezzo di trasporto. Entusiasti i partecipanti: c’è chi ha parlato di “Un’esperienza mai provata prima“, chi ha convinto altri a provare il simulatore, qualcuno è tornato più volte per sperimentare tipologie di veicoli diversi.

Sicuramente la postazione ha funzionato molto bene, devo dire che davvero in tanti hanno voluto provare il nostro simulatore e, devo sottolinearlo, anche con ottimi risultati in alcuni casi – ha spiegato Mattia Agnoli della Infogestweb, azienda che non solo aiuta le aziende del mondo dell’autotrasporto nella geolocalizzazione dei mezzi, ma le accompagna anche nella comprensione e analisi delle normative del settore. – Non hanno partecipato solo studenti e bambini, ma anche adulti che già guidavano o ancora oggi guidano questi mezzi. Tutti loro hanno provato manovre su strada e utilizzato diversi automezzi: scavatori, gru, furgoni, mezzi con rimorchio, trattori, ambulanze, muletti e autobus”.

 

 

 

Quattro ragazzi dell’Enaip di Borgo premiati con il Premio Artigiano

Nel pomeriggio si è svolta la premiazione di quattro studenti dell’Enaip di Borgo Valsugana, ai quali sono stati consegnati i Premi Artigiani per lo svolgimento di un progetto durato tutto l’anno scolastico e per essersi distinti con un prodotto innovativo.

I giovani, in tutto del settore dei carpentieri metallici e appartenenti al mondo degli operatori alle lavorazioni meccaniche, hanno seguito un percorso di ideazione, progettazione e realizzazione di un vero e proprio manufatto. Il premio, hanno spiegato i rappresentanti della scuola, è stato ideato non solo come riconoscimento all’impegno degli studenti, ma anche come stimolo per coloro che vorranno iscriversi ai corsi di studio in futuro.
A sostegno dell’iniziativa, una serie di sponsor: Carpenteria Lelli, Pacher, Frainer, Giovannini, Carpenteria Bortolotti, EnnFer e infine Armellini Idee in Metallo.

A consegnare i premi ai ragazzi, il direttore del Centro di Formazione Professionale di Borgo Valsugana Francesco Micheletti, la presidente territoriale della Vallagarina e delegata alla Scuola per la nostra Associazione Barbara Tomasoni, l’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa, l’ex assessora ed ora consigliera provinciale, nonché componente della commissione che valutato i lavori dei ragazzi, Stefania Segnana, il presidente della categoria Carpenteria metallica e Federazione della Meccanica Lorenzo Lelli e Stefano Armellini, Maestro Artigiano e docente presso il Centro di Formazione Professionale.

Il progetto dell’Associazione è quello di avvicinare sempre di più i giovani al mondo artigiano per far loro capire che l’artigiano è innovazione ed in costante movimento, quindi per ognuno di loro può esserci un futuro aperto – ha commentato Tomasoni. – In particolare, queste iniziative fatte insieme ad artigiani e Maestri artigiani hanno, simbolicamente, il valore di una trasmissione di saperi e conoscenze tra generazioni. L’artigianato avrà un futuro fino a quando i giovani, con la loro creatività e curiosità, incontreranno chi da una vita svolge questo lavoro con le mani, con il cuore e soprattutto con la passione“.

Per gli operatori meccanici il primo premio è andato a Mohamed El Bouzzaoui, mentre la classifica tra i carpentieri metallici ha visto posizionarsi al terzo posto Nicola Tomaselli, in seconda posizione Simone Capra e al primo posto Andrei Mihai.

 

 

 

Di Oro e di Incanto: ottant’anni di bellezza artigiana

Una storia, un percorso, il racconto del mondo artigiano e delle sue evoluzioni. E tutto questo attraverso la danza, la musica, le acconciature e i vestiti degli ultimi ottant’anni. Un vero e proprio viaggio nel tempo, dagli anni Quaranta ai giorni nostri. Un incontro tra epoche attraverso un progetto che studentesse e studenti del liceo coreutico Bonporti, del centro moda Canossa, del liceo artistico Vittoria e dell’istituto di formazione professionale Pertini, supportati ovviamente dai nostri artigiani, hanno portato avanti dallo scorso ottobre.

Tutte e tutti loro hanno danzato e sfilato all’interno del PalaRotari, tra i ritmi travolgenti di Elvis e Michael Jackson, supportati dagli applausi di una sala praticamente esaurita e l’entusiasmo di genitori, fratelli, sorelle, compagne e compagni di scuola, amiche e amici dei protagonisti.

Ricordiamo inoltre che dal 9 al 26 giugno gli otto outfit saranno in mostra alla Fondazione Caritro di via Calepina a Trento.

 

 

 

Vincenzo Schettini sul palco per parlare ai giovani: “Sentitevi liberi di sbagliare

Tutto quello che farete, fatelo sempre con determinazione“. Così il professore di fisica Vincenzo Schettini si è presentato sul palco del PalaRotari, subito dopo lo spettacolo Di Oro e di Incanto che ha riscosso un enorme successo. Da Schettini sono arrivati non solo i complimenti per ognuna e ognuno di loro, ma anche l’invito a non mollare mai, a proseguire con i rispettivi cammini e a farlo in modo determinato e forte.

Quello di Schettini è stato sicuramente un intervento particolare, coinvolgente soprattutto per alcuni artigiani che sono stati chiamati sul palco e per altre persone del pubblico che, simpaticamente, il professore ha “interrogato” durante l’evento. Un confronto aperto sul tema dell’artigianato ma non solo, anche sul ricambio generazionale, sulle ambizioni, difficoltà e speranze dei giovani, una discussione su quello che sarà il futuro di questo mondo con la consapevolezza che non mancano le sfide. Tra queste, ha aggiunto Schettini, anche i social e la digitalizzazione, ormai fondamentali per il mondo moderno in cui ogni artigiana e artigiano si trova a lavorare quotidianamente. E che spesso, proprio dalle nuove generazioni, arrivano come spunti o direttamente azioni concrete.

 

 

I social esistono, ormai sono diventati una realtà. Ma i mestieri artigiani, dobbiamo ribadirlo, non potranno essere sostituiti nella loro creatività dall’intelligenza artificiale. Newton ci ha insegnato che un corpo fermo resta fermo, perciò ai ragazzi dico che, invece, fermi non devono restare.
Per far succedere le cose serve movimento. Serve esercitarsi, provare e insistere: è fondamentale.

Ci stiamo rendendo sempre più conto che la rete è una trappola, ma può essere anche uno spazio di liberazione. Lasciamo quindi i ragazzi liberi di fare le loro scelte e di sbagliare.
Dobbiamo imparare a lamentarci di meno e a fare di più.

 

Infine, proprio per lanciare un messaggio ai giovani, Schettini ha chiamato sul palco alcuni artigiani trentini, trasformando il momento in un vero e proprio laboratorio per grandi e piccini, in cui il messaggio principale è stato quello che lavorare “con le mani” è ancora una cosa bella, soddisfacente e importante.

Per primo Daniel Zanoni che ha spiegato di essersi “innamorato del settore del pane e dell’azienda di mio padre che sto portando avanti, pur ribadendo di voler fare “l’artigiano a modo mio. Il pane non lo faccio più di notte, lo faccio di giorno. Grazie alla tecnologia e all’innovazione si può produrre anche di giorno. Ogni lavoro si può cambiare, ci sono delle barriere culturali tradizionali da abbattere“. E ancora sono saliti sul palco i Falegnami ad Alta Quota che in questo momento stanno facendo un percorso all’interno delle scuole, ribadendo come sia necessario sporcarsi le mani per fare esperienza.

Spazio poi a Verena Suraci (consulente d’immagine) che ha spiegato: “Non fermatevi e pensare che la vostra strada sia segnata quando iniziate il vostro percorso di studi. Trovate qualcosa che vi appassiona e che vi fa lavorare con felicità“. In conclusione, un ultimo appello è arrivato da Giovelab (settore della ceramica), con cui i giovani sono stati spronati ad avere nuove idee dalle quali avere una soddisfazione enorme.

 

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