31/07/2026
Aggregarsi per crescere: il Consorzio come leva per l’edilizia artigiana
Un incontro dedicato al futuro dell’edilizia artigiana trentina ha riunito le imprese associate attorno a un tema centrale: come rispondere insieme alle nuove opportunità di riqualificazione immobiliare e agli appalti pubblici, in un momento in cui gli incentivi come PNRR e Superbonus 110 sono ormai esauriti.
La radice della crisi abitativa
Il Presidente De Zordo ha aperto i lavori analizzando le cause della crisi abitativa, che a suo avviso non dipende dagli affitti brevi ma dal patrimonio immobiliare rimasto sfitto e inutilizzato. “La crisi abitativa non è dovuta agli affitti brevi, ma al patrimonio immobiliare inutilizzato, spesso per diffidenza dei proprietari verso gli inquilini”, ha spiegato, sottolineando come serva un intervento politico coraggioso. Molti proprietari, ha aggiunto, rinunciano a mettere a reddito i propri immobili anche per mancanza di competenze o risorse per le ristrutturazioni, e l’aiuto economico da solo non basta: occorrono anche strumenti per selezionare inquilini affidabili e ridurre il rischio percepito da chi possiede casa.
Un consorzio per fare squadra
Da qui la proposta, illustrata insieme a Claudio Filippi, di costituire un nuovo consorzio o rafforzare quelli già esistenti, per permettere alle piccole imprese di aggregarsi e affrontare con più forza sia le opportunità minori sia le gare pubbliche di maggiore rilievo. Mettere insieme requisiti, qualifiche e capacità produttiva significa raggiungere commesse altrimenti fuori portata, oltre a garantire maggiore continuità di lavoro e servizi condivisi tra le imprese.
Le risorse in campo: dalla Provincia a RI-VAL
Filippi ha poi presentato le principali opportunità di finanziamento attivate dalla Provincia di Trento: circa 500 milioni di euro previsti dalla manovra di assestamento per opere pubbliche, scuole, strade e recupero di edifici, oltre ai 5 milioni destinati dalla Fondazione Trentino Abitare – di cui l’Associazione è socio fondatore – al recupero di immobili privati da destinare a canone calmierato, con bandi attesi tra fine agosto e inizio settembre. A questi si aggiunge il progetto RI-VAL, promosso dalla Provincia e gestito da Euregio Plus, che punta a riqualificare circa 300 immobili pubblici in 150 comuni trentini attraverso un fondo da 28 milioni di euro: i bandi per i primi lotti sono attesi nel 2027 e richiederanno alle imprese artigiane di presentarsi in forma aggregata, per interventi “chiavi in mano” su interi lotti di immobili. Non manca infine un nuovo bando della Provincia per la costruzione di alloggi destinati ai lavoratori, con una dotazione iniziale di un milione di euro.

Consorzio stabile o artigiano? Le differenze spiegate dagli esperti
La parte tecnica dell’incontro è stata affidata a Piero Costantini e Walter Begher di CQOP SOA, che hanno messo a confronto i modelli di consorzio stabile e consorzio artigiano, portando esempi concreti come ARO Bolzano – che riunisce oltre 100 imprese artigiane come interlocutore unico verso committenza pubblica e privata – e le realtà trentine di Prim.Art e CCT Trento. Come hanno chiarito i due relatori, il consorzio stabile nasce per sommare le SOA delle consorziate e partecipare rapidamente alle gare pubbliche, mentre il consorzio artigiano matura la propria SOA come una singola impresa, con un percorso più graduale ma anche più flessibile. Ampio spazio è stato dedicato alle domande delle imprese su avvalimento, maturazione dei requisiti SOA, attribuzione dei lavori e gestione dei costi di struttura.



I prossimi passi per le imprese
Come prossimo passo, le imprese riceveranno via mail una manifestazione di interesse non vincolante, da compilare con dati anagrafici, ambiti di interesse, esperienze pregresse e possesso di SOA. Le risposte serviranno all’Associazione per orientare la scelta tra la costituzione di uno o più nuovi consorzi e l’adesione a realtà già esistenti, e per organizzare i prossimi incontri di approfondimento.
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