16/07/2026
Airbag Takata: il MIT rafforza i controlli e coinvolge officine e centri di revisione
Con il Decreto Direttoriale n. 229 del 2 luglio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto nuove misure per accelerare il completamento delle campagne di richiamo relative agli airbag Takata ancora non sostituiti. L’obiettivo è intercettare tutti i veicoli interessati e favorirne la tempestiva messa in sicurezza, attraverso un sistema di controlli che coinvolge direttamente officine, centri di revisione, studi di consulenza automobilistica e case costruttrici.
Secondo i dati diffusi dal MIT, le campagne di richiamo degli airbag Takata hanno interessato circa 4 milioni di veicoli in Italia. Ad oggi risultano ancora in circolazione circa 1,25 milioni di veicoli non ancora risanati.
Cosa devono fare le officine di autoriparazione
Dal 17 luglio 2026 entrano in vigore le disposizioni previste dal Decreto Direttoriale n. 229/2026. Tra queste, le imprese di autoriparazione sono chiamate a svolgere un ruolo attivo nella verifica dei richiami. In occasione di ogni accesso del veicolo presso l’officina, dovrà essere verificata l’eventuale presenza di una campagna di richiamo airbag Takata ancora pendente, tramite:
- Il portale dedicato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
- I portali delle Case costruttrici o dei soggetti da queste delegati
- Gli altri strumenti ufficialmente messi a disposizione per la verifica mediante numero di telaio (VIN)
Qualora il veicolo risulti coinvolto da una campagna di richiamo non ancora eseguita, l’autoriparatore dovrà informare il cliente e invitarlo a procedere quanto prima con l’intervento di sostituzione del componente difettoso.
Nuove procedure per i centri di revisione
Il decreto introduce specifici obblighi anche per i centri di revisione. Prima dell’avvio delle operazioni di revisione, l’ispettore dovrà verificare l’eventuale presenza di campagne di richiamo aperte relative agli airbag Takata. Le conseguenze variano in funzione del livello di rischio associato al richiamo:
- Veicoli con richiamo “Stop Drive”
Nei casi in cui la casa costruttrice abbia disposto il fermo cautelativo del veicolo (“Stop Drive”), il centro di revisione dovrà attribuire l’esito: “Ripetere – sospeso dalla circolazione”. Il veicolo potrà circolare esclusivamente per raggiungere il luogo in cui effettuare la sostituzione dell’airbag e la successiva revisione sarà subordinata alla dimostrazione dell’avvenuto intervento.
- Veicoli con richiamo “Rischio Grave”
Per i richiami classificati come gravi, fino al 30 settembre 2026 il veicolo potrà superare la revisione soltanto se il proprietario dimostrerà di aver prenotato l’intervento di sostituzione presso la rete ufficiale. In assenza di tale documentazione, l’esito sarà “Ripetere”.
Dal 1° ottobre 2026, per i veicoli non ancora risanati, l’esito “Ripetere” diventerà automatico. Il veicolo potrà ottenere esito positivo solo dopo l’avvenuta sostituzione dell’airbag e la successiva verifica in sede di revisione.
Possibile coinvolgimento dei centri qualificati nelle sostituzioni
Per accelerare le operazioni di richiamo, il decreto prevede inoltre la possibilità per le case costruttrici di avvalersi dei centri di revisione autorizzati che risultino iscritti a tutte le specialità dell’autoriparazione (meccatronica, carrozzeria e gommista) per l’esecuzione degli interventi di sostituzione degli airbag.
L’Associazione Artigiani segue l’applicazione del decreto
L’Associazione Artigiani sta seguendo l’applicazione del decreto e informerà tempestivamente le imprese del settore su eventuali novità, chiarimenti applicativi o ulteriori sviluppi.
Documenti e link utili
Decreto direttoriale n.229 del 2 luglio 2026
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