04/10/2021
L’editoriale di ottobre
Il Presidente Segatta, nell’articolo di apertura della rivista L’Artigianato di questo mese, parla di scuole professionali
Una nuova rappresentazione sociale
La formazione professionale – dal 2011 denominata “Istruzione e formazione professionale (IeFP)” – è stata storicamente relegata a un ruolo di “assistenza”, di risposta alla domanda di formazione espressa dai giovani che hanno avuto pregresse esperienze scolastiche insoddisfacenti e che hanno un rapporto difficile con la scuola.
Di qui, la concezione, diffusa ancora oggi nonostante le riforme via via attuate, della “scelta professionale”, rispetto a quella della scuola, come opzione di dignità inferiore. Al contrario, una proposta formativa centrata sull’acquisizione di competenze adeguate e coerenti rispetto ai fabbisogni dell’economia, qual è quella che connota la formazione
professionale, la colloca tra le risorse strategiche per assicurare il capitale umano necessario allo sviluppo locale in un contesto dove il vantaggio competitivo dei territori dipende sempre più dalla dotazione qualitativa delle risorse umane disponibili.
Vi è poi da considerare il definitivo superamento della concezione della formazione professionale, risalente agli anni ’70 e ’80, come contesto “addestrativo” al lavoro e la sua collocazione a pieno titolo nel sistema educativo, attribuendole finalità che vanno oltre la formazione del solo “lavoratore” e che si estendono all’intervento educativo per la
contestuale formazione del “cittadino”. Di qui il suo pieno concorso, al pari dell’istruzione secondaria superiore, all’attuazione del diritto di istruzione e formazione.
La necessità di una nuova rappresentazione sociale della formazione professionale consegue dunque da un profondo cambio di prospettiva: il processo formativo che la connota passa da un’impostazione basata su un “profilo professionale”, incentrato prevalentemente sulla dimensione lavorativa e sull’acquisizione delle competenze necessarie per inserirsi professionalmente senza difficoltà, a un’impostazione che ha come riferimento un “profilo educativo, culturale e professionale” che mette al centro la crescita consapevole, autonoma e responsabile della persona.
È in questo quadro che l’approccio metodologico tipico della formazione professionale trova la sua massima valorizzazione e ha maggiori possibilità di sostenere il successo formativo nell’attuale contesto sociale e culturale giovanile.
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