Riordinare gli incentivi per garantire stabilità: la richiesta di Confartigianato

31/03/2023

Riordinare gli incentivi per garantire stabilità: la richiesta di Confartigianato

Serve riordinare gli incentivi fiscali per garantire certezze e stabilità alle imprese: questa la richiesta di Confartigianato in audizione alla Commissione Finanze del Senato lo scorso 28 marzo, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale, con particolare riferimento ai crediti d’imposta.

Certezza e stabilità del quadro normativo, durata di medio periodo delle norme stesse, semplicità delle procedure e omogeneità delle modalità per accedervi, superando il meccanismo del click day, fruibilità indipendente dal regime contabile dell’azienda, privilegiando quindi i crediti d’imposta rispetto alle deduzioni dal reddito imponibile. Queste, complessivamente, le richieste avanzate dalla rappresentanza artigiana nazionale.

Soltanto i crediti d’imposta gestiti in dichiarazione dei redditi – hanno detto i rappresentanti di Confartigianato – sono passati dagli 80 del 2014 ai 160 del 2021. Una vera e propria ‘giungla’. In particolare sul tema degli incentivi fiscali in edilizia, anche in vista dell’attuazione della Direttiva Ue sulle case green, Confartigianato ha richiamato la necessità di aprire una nuova stagione di interventi connotati da stabilità e sostenibilità con una strategia strutturale di lungo termine che scandisca l’impiego di risorse pubbliche dedicate e al di fuori dei vincoli di bilancio, un vero e proprio ‘green recovery plan europeo‘.

I rappresentanti della Confederazione hanno inoltre sollecitato soluzioni rapide per sbloccare i crediti fiscali incagliati nei cassetti fiscali delle imprese che hanno effettuato lavori con i bonus edilizia. Per affrontare questa emergenza considerano necessario aumentare la capacità di assorbimento dei crediti da parte del sistema creditizio, anche attraverso l’intervento di un acquirente pubblico di ultima istanza che acquisti i crediti divenuti di fatto non più commerciabili.

Per quanto riguarda i crediti d’imposta ‘Transizione 4.0’ e ‘Ricerca e sviluppo’, ne è stata sollecitata la stabilizzazione nel tempo, con una continuità pluriennale, e nell’intensità di aiuto, oltre che la continuità di gestione operativa e la chiarezza nelle modalità di cumulo con altri crediti di imposta.

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