Matteo Mambelli: tutta questione di “fare spazio”

02/09/2026

Matteo Mambelli: tutta questione di “fare spazio”

Far crescere sedi, servizi, reti e persone. Il percorso di un imprenditore che ha scoperto che la crescita comincia quando si smette di fare tutto da soli.

“Lo spazio non basta mai, siamo un’azienda che continua a crescere negli anni”.

Esordisce così Matteo Mambelli, titolare della Mambelli Assistenza Caldaie.  La nuova sede nella zona industriale di Rovereto Sud, inaugurata nel 2020, sembrerebbe invece enorme per una locale ditta di manutenzione caldaie, ma stiamo parlando di quello che è ormai un riferimento importante nell’ambito della manutenzione e riparazione di caldaie, oltre ai sempre più diffusi pompe di calore e impianti solari termici, con sedi anche a Trento, Bolzano e Domegliara.

A guardarla oggi, è difficile immaginare che tutto sia cominciato dentro una casa, poco più di 40 anni fa.

 

Quando l’ufficio era in casa

 

Foto di Gennarino e Matteo Mambelli

Matteo Mambelli con il padre Gennarino (anno 2003)

Nel 1982 il padre di Matteo, Gennarino, fonda la ditta individuale Mambelli p.i. G, iniziando a lavorare con diverse marche di caldaie tra cui  Immergas. La moglie Valeria lo aiuta nella gestione delle tantissime telefonate a tutte le ore e dell’agenda degli appuntamenti e l’ufficio coincide con l’abitazione di famiglia, ad Ala.

Dopo la metà degli anni Novanta anche Matteo comincia a partecipare direttamente alla gestione dell’attività.

Papà accusava qualche problema di salute e, all’età di 18 anni, ho praticamente dovuto iniziare a lavorare e imporgli di assumere il primo collaboratore, che si è rivelato fondamentale per un paio d’anni.

Quella prima assunzione, nata da una necessità, segna l’inizio di un cambiamento più profondo nel modo di pensare e organizzare l’impresa. Il padre appartiene a una generazione cresciuta nella fatica e nella dedizione assoluta al lavoro. Matteo porta gradualmente nell’impresa un approccio diverso e riesce a dimostrare, attraverso i risultati, il valore delle proprie scelte.

 

Per molto tempo, nelle piccole imprese, era normale che il titolare si occupasse di tutto. Io ho imparato che un’azienda cresce quando riesci a coinvolgere altre persone e a metterle nelle condizioni di fare bene il proprio lavoro.

 

 

I collaboratori diventano prima due, poi quattro. Arriva quindi la prima segretaria a tempo pieno, Patrizia, oggi responsabile di tutto l’ufficio, che conta 10 impiegati.

Un percorso che racconta bene come, negli anni, sia cresciuta l’azienda ma anche le persone che ne hanno condiviso il cammino.

Anche gli spazi cambiano insieme all’azienda: l’ufficio viene trasferito in un piccolo locale di Marco, poi in un appartamento, successivamente raddoppiato con l’acquisizione di un secondo spazio sullo stesso pianerottolo.

Oggi i dipendenti sono 45, distribuiti nelle diverse sedi.

La crescita, naturalmente, non è sempre stata lineare. Non sono mancati momenti di crisi, il confronto con la concorrenza e i dubbi sul futuro dell’attività.

Nel 2006, però, arriva un’opportunità importante: Mambelli ottiene la licenza per lavorare anche sulle caldaie Viessmann.

 

“Ora abbiamo circa 40 mezzi nella nostra flotta: se dovessimo fare una foto con tutti i furgoni, sarebbe davvero significativa!” commenta Matteo Mambelli, con il tono soddisfatto ma sospeso di chi ancora si stupisce del proprio successo.

 

Ai clienti ci devi voler bene”

L’azienda non ha mai puntato particolarmente su marketing e pubblicità. A sostenerne la crescita è stato soprattutto il passaparola, oltre alla visibilità garantita quotidianamente dai mezzi aziendali presenti sul territorio. Un passaparola che, secondo Matteo, si costruisce ogni giorno nel rapporto con i clienti.

Sono fermamente convinto che il nostro punto di forza sia il rispetto con cui trattiamo il cliente. Gestirlo con disponibilità e pazienza, con un grande senso del dovere e buone capacità comunicative, vale almeno quanto essere un bravo tecnico esperto o proporre abbonamenti vantaggiosi.

A questo si affiancano la reperibilità costante e la volontà di ampliare progressivamente i servizi offerti. Dalla manutenzione delle caldaie alle pompe di calore, dal solare termico al trattamento acque e fino al più recente servizio di spazzacamino, il filo conduttore è sempre lo stesso: non fermarsi a ciò che già si sa fare, ma cercare nuovi modi per essere utili ai clienti.

Oggi questo approccio si traduce in circa 40 mila clienti, tra idraulici installatori e singoli cittadini.

«Ai clienti ci devi voler bene», riassume Matteo, citando Paolo Cevoli. Una battuta solo in apparenza, dietro la quale c’è un’idea precisa del lavoro: la competenza tecnica è indispensabile, ma la fiducia si conquista nel modo in cui si ascolta, si risponde e ci si prende cura delle persone.

 

Nessuno cresce da solo

Questa attenzione all’organizzazione e alla crescita dell’impresa affonda le radici anche nel percorso personale di Matteo. Nato a Rovereto nell’aprile del 1977 e cresciuto ad Ala, frequenta il Liceo Scientifico Rosmini e si iscrive poi a Ingegneria Meccanica all’Università di Modena.

Il suo progetto iniziale è laurearsi e lasciare l’azienda di famiglia. Lavorandoci, però, scopre un interesse inatteso per la gestione aziendale e orienta in quella direzione anche il proprio percorso di studi. I 24 esami superati gli forniscono le basi per affrontare con maggiore consapevolezza le esperienze che seguiranno.

Diventa rappresentante del Gruppo Giovani Artigiani Trentini in Confartigianato, un periodo che ricorda soprattutto per i viaggi di formazione a Roma, dai quali ritorna con nuove conoscenze ed esperienze pratiche da applicare nella gestione dell’impresa. Successivamente rappresenta la categoria dei caldaisti e ricopre per quindici anni il ruolo di consigliere del Consorzio Bruciatoristi Trentini.

Nel 2015 fonda il nuovo Consorzio Caldaisti Trentini insieme ad Alessandro Mattarelli di MAcalore e Andrea Salvi di SalviBaroni. Il piccolo consorzio gestisce grandi appalti, tra i quali quelli relativi a uffici e scuole, mettendo insieme competenze e presenze capaci di coprire diverse aree del territorio.

Nel 2024 fonda infine Master C.A.T. insieme a soci di Trieste, Forlì e Parma, un’Academy nella quale si formano centinaia di tecnici italiani.

Esperienze diverse, ma unite dalla stessa convinzione: la conoscenza acquista ancora più valore quando viene messa in circolo.

 

 

La fortuna di non essere il migliore

Matteo Mambelli seduto alla scrivania nella nuova sede

Come dice un amico, ho avuto la fortuna di non essere il tecnico più esperto della mia azienda. Una situazione che spesso crea fraintendimenti negli imprenditori: pur capendo come funzionano le caldaie, so fare meglio altre cose.

 

È una frase pronunciata quasi con leggerezza, ma capace di ribaltare un luogo comune molto diffuso. Per Matteo, guidare un’impresa non significa fare meglio degli altri il lavoro tecnico, ma scegliere le persone giuste, valorizzarne le competenze e creare le condizioni perché possano crescere.

A confermarlo è Alessandro Mattarelli, anche lui imprenditore, socio insieme a Mambelli nella Caldaisti Trentini e che abbiamo incontrato per parlare di Matteo.

E’ sempre stato un riferimento a livello gestionale e imprenditoriale. Lui mi chiama per un consiglio tecnico e io gli chiedo suggerimenti aziendali. Nonostante abbia costruito una realtà importante e strutturata, è sempre disponibile.

Mattarelli sottolinea in particolare la sua capacità di scegliere dipendenti e collaboratori, precisando che è proprio grazie a Matteo che Caldaisti Trentini ha saputo aggiungere le persone giuste per coprire più aree del territorio, nelle collaborazioni con il pubblico in provincia di Trento.

Da Matteo c’è sempre da imparare, perché è il primo a guardare oltre i confini locali, alla ricerca del confronto e del progresso.

Lo stesso modo di pensare ha portato Matteo a guardare oltre i confini della propria impresa. Le esperienze associative, i consorzi, le collaborazioni e, più recentemente, la formazione nascono dalla convinzione che la crescita non sia mai un percorso individuale.

 

E’ questione di fare spazio

Forse è anche per questo che Matteo continua a ripetere che «lo spazio non basta mai».

Non tanto per una questione di metri quadrati. Negli anni sono cresciuti gli spazi, i servizi e i collaboratori. Ma soprattutto è cresciuta una visione dell’impresa fondata sulla fiducia, sulla capacità di riconoscere il valore delle persone e sulla volontà di condividere competenze ed esperienze.

E, alla fine, è proprio Matteo a riassumere il senso del percorso compiuto:

Negli anni ho capito che le aziende crescono quando smettono di dipendere da una sola persona. Le sedi si allargano, i numeri cambiano e i servizi si evolvono, ma il vero salto di qualità arriva quando impari a circondarti delle persone giuste e a dare loro fiducia. Ogni passo avanti che ho fatto è stato possibile grazie alle persone che hanno condiviso il percorso con me.

Data di pubblicazione
02/09/2026
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