18/12/2025
Auto e transizione green: Bruxelles rivede le regole, spazio ai motori termici oltre il 2035
Il divieto totale di vendita dei motori termici dal 2035, che per anni è stato il simbolo del Green Deal europeo, non ci sarà. Dopo mesi di trattative e pressioni da parte di governi e industria automobilistica, Bruxelles ha deciso di rivedere le regole: non più stop completo, ma una riduzione delle emissioni del 90% rispetto ai livelli del 2021. In altre parole, dal 2035 non vedremo solo auto elettriche o a idrogeno: resterà spazio anche per motori termici e ibridi, purché rispettino nuove condizioni.
Cosa cambia davvero?
Il cuore della revisione è semplice: le case automobilistiche dovranno tagliare le emissioni allo scarico del 90%, mentre il restante 10% potrà essere compensato. Come? Utilizzando acciaio a basse emissioni prodotto in Europa o carburanti sostenibili come e-fuel e biofuel avanzati (ma non quelli di origine alimentare). Questo apre la porta a una quota di veicoli non completamente elettrici, stimata tra il 30 e il 35% del mercato post-2035.
Più flessibilità
La Commissione europea ha voluto dare un segnale chiaro: la transizione ecologica resta una priorità, ma deve essere realistica. Per questo introduce anche una nuova categoria di auto elettriche compatte, lunghe al massimo 4,2 metri, che godranno di regole semplificate per dieci anni e di incentivi speciali se prodotte in Europa. Si parla di bonus all’acquisto, programmi di rottamazione, agevolazioni sui parcheggi e pedaggi, e ricariche a tariffa ridotta.
Obiettivi per le flotte
Un altro punto chiave riguarda le flotte aziendali, che rappresentano circa il 60% delle vendite di auto nuove in Europa. L’Italia, ad esempio, dovrà garantire che il 45% dei veicoli aziendali sia a emissioni zero entro il 2030, e l’80% entro il 2035. Per aiutare l’industria, Bruxelles ha messo sul tavolo 1,8 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi in prestiti senza interessi già dal prossimo anno, per sviluppare una filiera europea delle batterie.
Reazioni contrastanti
La presidente Ursula von der Leyen ha assicurato che «l’Europa rimane in prima linea nella transizione globale verso un’economia pulita». Ma non tutti sono convinti. Il ministro Adolfo Urso parla di «breccia nel muro dell’ideologia», mentre Confindustria giudica la misura «troppo poco». Stellantis la considera «un primo passo», ma insufficiente per i veicoli commerciali. L’associazione dei costruttori europei (ACEA), invece, accoglie positivamente la maggiore flessibilità, definendola «un cambiamento radicale rispetto alla normativa vigente».
Questa revisione segna un punto di svolta: l’Europa cerca di conciliare la necessità di decarbonizzare con la realtà di un settore che deve restare competitivo, soprattutto di fronte alla concorrenza asiatica. La strada verso il 2035 sarà meno rigida, ma la sfida resta enorme.
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