Rischio calore sul luogo di lavoro, le misure di prevenzione

29/05/2026

Rischio calore sul luogo di lavoro, le misure di prevenzione

Rischio calore sul luogo di lavoro, le misure di prevenzione

Con l’arrivo del caldo e dell’umidità dell’aria ritorna alta l’attenzione sul rischio calore sui luoghi di lavoro. Esistono precauzioni e corretti comportamenti che, se tenuti in considerazione, possono contribuire ad abbattere il fattore di rischio calore ed aiutare i lavoratori nello svolgimento delle loro attività.

A tal scopo si trasmettono le Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, approvate il 19 giugno 2025 dalla Conferenza Stato Regioni e Province autonome.

Le elevate temperature tipiche della stagione estiva rendono rischioso lo svolgimento delle attività lavorative nei settori nei quali il lavoro è svolto prevalentemente in ambiente esterno. La prolungata esposizione al sole rappresenta un pericolo per la salute dei lavoratori esposti per lunghi periodi di tempo alle radiazioni solari, causando stress termico e colpi di calore.

Di seguito si riportano alcune informazioni contenute nell’ultima informativa predisposta dal Comitato provinciale di coordinamento per la salute e la sicurezza sul lavoro (aggiornata a giugno 2025) che si allega alla presente nota.

“La presenza di fonti di calore rilevanti negli ambienti di lavoro può gravare sul sistema di termoregolazione del corpo umano aumentando i rischi per la salute. Tali condizioni possono essere ulteriormente aggravate dal costante aumento delle temperature estive registrate negli ultimi anni; secondo le previsioni in futuro sarà sempre più probabile osservare condizioni di caldo estremo e improvvise ondate di calore. Questa scheda informativa e d’indirizzo, è rivolta ai lavoratori e a tutti i soggetti che hanno un ruolo nel sistema della prevenzione, per fornire specifiche indicazioni sui rischi e le relative misure di prevenzione da adottare in esposizione al calore”.

Ecco una sintesi di alcune importanti misure di prevenzione e precauzione in caso di alte temperature e attività fisiche gravose:

  • fare attenzione ai fattori predisponenti ad aumentare il rischio quali: età, genere, obesità, assunzione di alcool o caffeina, utilizzo di farmaci e condizioni personali di salute (es. cardiopatie);
  • assicurarsi di disporre di acqua fresca nelle vicinanze del posto di lavoro; viene raccomandato di bere acqua in abbondanza (almeno mezzo litro ogni ora) e frequentemente (almeno ogni 15 minuti);
  • controllare periodicamente le previsioni meteorologiche per le eventuali allerte, e se possibile tenerne conto, programmando in funzione del clima e della pesantezza del lavoro svolto, frequenti periodi di pausa per riposare e assumere bevande in luoghi adeguati;
  • se risulta opportuno, variare l’orario di lavoro per sfruttare le ore meno calde, programmando i lavori più pesanti nelle ore più fresche e fare in modo che nelle ore più calde e soleggiate i lavoratori non si trovino in modo continuativo nei locali più caldi;
  • prevedere per i nuovi addetti e per quelli assenti per più di una settimana un periodo di acclimatamento, con pause più frequenti e incrementi graduali del carico di lavoro;
  • prevedere un controllo periodico per i lavoratori esposti al rischio di stress da calore aggravati dall’uso di indumenti protettivi e alte temperature;
  • utilizzare indumenti leggeri e traspiranti; per i lavoratori esposti al sole adottare indumenti di colore chiaro e copricapo (non esporre la pelle direttamente ai raggi solari) e proteggere le parti esposte con crema solare;
  • evitare lavoro in solitudine, informare i lavoratori sui comportamenti individuali da attuare per ridurre i rischi e garantire pronta risposta all’emergenza.

Si segnala anche il “Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche”, adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e firmato lo scorso 2 luglio insieme alle principali organizzazioni sindacali e associazioni datoriali.
Il Protocollo definisce una cornice di interventi condivisa per rafforzare la tutela dei lavoratori nei settori più esposti, come edilizia, agricoltura, trasporti e logistica, ma anche nei contesti indoor non adeguatamente climatizzati.

Tra le azioni previste:

  • Informazione e formazione: i lavoratori devono essere adeguatamente informati sui rischi legati al caldo e sulle misure di prevenzione. La formazione deve diventare un pilastro dell’organizzazione, in grado di accrescere la consapevolezza individuale e collettiva
  • Sorveglianza sanitaria: occorre rafforzare il monitoraggio della salute dei lavoratori, con particolare attenzione alle condizioni di rischio aggravate da patologie pregresse o da attività fisicamente impegnative;
  • Abbigliamento e dispositivi di protezione individuale (DPI): i cosiddetti DPI devono essere adeguati alla stagione in corso, traspiranti, leggeri e capaci di proteggere dal sole e dal caldo. Il vestiario deve diventare uno strumento attivo di tutela;
  • Riorganizzazione di turni e orari di lavoro: sarà possibile anticipare o posticipare l’inizio delle lavorazioni, introdurre pause supplementari, ridurre i turni nelle ore più calde, e prevedere aree d’ombra o di ristoro climatizzate.

S’invita a prendere visione dei seguenti documenti allegati:

Rischiocalore 2024

Protocollo condizioni climatiche estreme luglio 2025

Linee di indirizzo protezione calore manuale

Ulteriori informazioni

Per aziende con servizio paghe in Associazione Artigiani:

Per aziende associate, ma senza il servizio paghe, è disponibile l’Area Politica del lavoro e Contrattazione:

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Referente

Deborah Battisti
Deborah Battisti

Referente di categoria

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emaild.battisti@artigiani.tn.it

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