17/02/2023
Allarme bostrico, manca la materia prima: a rischio la filiera del legno
Scatta l’allarme bostrico, con gli operatori del settore che pongono l’attenzione sulla “Mancanza di materia prima“.
Dopo la tempesta Vaia del 2018, ora il bostrico rischia seriamente di compromettere la tenuta della filiera del legno. Questo quanto emerge dal racconto di chi in questo settore lavora tutti i giorni, dalle segherie ai boscaioli, come riportato dal quotidiano locale l’Adige che oggi, 17 febbraio 2023, nell’articolo a firma Domenico Sartori spiega:
La preoccupazione è la stessa: manca materia prima. Non ora, ma presto. I prossimi anni saranno durissimi da scavallare. E anche lo scenario più a lungo termine mette angoscia. […] La Provincia (servizio foreste) fornisce in queste settimane i dati dell’emergenza bostrico […] Il rilievo dei danni indica che gli ettari di bosco colpiti dall’insetto che secca gli abeti rossi erano 281,65 nel 2019, l’anno successivo a Vaia, e sono diventati 4.254,05 nel 2022. In quattro anni, quasi 9 mila ettari danneggiati. In volume, nel 2022, il bostrico, che alte temperature e siccità aiutano, si è “divorato” 861.110 m3, il doppio della ripresa pre Vaia (436.472 m3). Le assegnazioni per il taglio sono salite a 749.256 m3 nel 2021 di cui il 47,7% di piante colpite dal bostrico. Nel 2022, la percentuale è arrivata al 65,7% (733.956 m3 danneggiati sui 1.116.499 totali assegnati). Nelle foreste demaniali si è arrivati al 91,6%, nel distretto di Borgo Valsugana all’80,2%.
In Trentino sono censite 126 aziende delle prime lavorazioni del legno, con circa 1.400 addetti: il 44% sono produttori di imballaggi, mentre il 41% imprese di segagione e il 15% imprese di imballaggio.
Sulla tematica è intervenuto anche il rappresentante di Associazione Artigiani Trentino della filiera coinvolta, Matteo Daprà, il quale ha sottolineato:
La maggior parte delle segherie ha fatto investimenti. La materia prima non manca per gli imballaggisti, che intanto si ritrovano una gran quantità di legname bostricato a disposizione, ma sono invece in difficoltà già da due anni le imprese di segagione che trasformano il legno tondo. Nelle politiche di riforestazione sarà opportuno coinvolgere l’intera filiera.
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