Non solo pane
Ma Daniel non si ferma alla competizione: guarda avanti con l’ambizione di rivoluzionare l’intero concetto di panificio.
Per lui non è più solo un luogo dove si sforna il pane, ma uno spazio dinamico in cui si incontrano arte bianca, caffetteria e pasticceria.
Vorrei aprire un punto vendita a Riva del Garda – racconta – e poi espanderci nelle località turistiche della zona con format che uniscano qualità artigianale e accoglienza.
La sua visione imprenditoriale non si basa solo sul business, ma su una filosofia ben precisa: al centro c’è sempre il pane, curato con amore e attenzione ai dettagli.
Il lievito madre è il cuore di ogni impasto – spiega – . Se non lo tratti con passione, non ti darà nulla in cambio.
Da qui anche la continua ricerca di ingredienti nuovi, come la corniola, una varietà locale simile all’amarena, che Daniel sta riscoprendo e valorizzando nelle sue creazioni.
Non tutte le sue idee sono state accolte subito con entusiasmo dalla famiglia, come quella di inserire la caffetteria all’interno del panificio. Ma i numeri parlano chiaro: oggi l’azienda conta dieci dipendenti, produce fino a dieci quintali di pane in estate e serve una clientela variegata che va dai supermercati agli hotel delle Valli Giudicarie.
Il pane può evolvere senza perdere l’anima, ripete con convinzione.
Perché in fondo il segreto non è solo nelle mani, ma nello sguardo: quello di chi sa dove vuole andare, senza dimenticare da dove è partito.