Intelligenza artificiale e MPMI: idee, visioni e nuovi “Punti di Vista” alla Convention di Trento

21/04/2026

Intelligenza artificiale e MPMI: idee, visioni e nuovi “Punti di Vista” alla Convention di Trento

21 aprile: a Trento la Convention nazionale Comunicazione Confartigianato e l’inaugurazione della mostra “Punti di Vista”. Un confronto tra scuola, imprese e professionisti per esplorare opportunità e limiti dell’intelligenza artificiale nella comunicazione

 

di Genny Tartarotti

Non uno spazio di teorie e discorsi astratti, ma un luogo concreto di esplorazione e confronto. Uno degli obiettivi della Convention Comunicazione Confartigianato e della Mostra “Punti di Vista”, ospitate ieri a Trento, nelle sale del Castello del Buonconsiglio e di Palazzo Roccabruna, era proprio questo: rendere più chiaro, esplicito e per certi aspetti anche tangibile, ciò che non lo è, traducendo concetti complessi in esperienze concrete, visive e condivise.

AI a valore umano. MPMI: etica e competitività nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale il titolo dell’evento che ha visto studenti, imprese e professionisti incontrarsi per interrogarsi sull’impatto dell’AI nella comunicazione, sul suo utilizzo nelle imprese e sulle sfide che pone in termini di valoreetica e competitività.

Tre momenti, un unico obiettivo: promuovere un’IA davvero a valore umano.

 

 

Presentazione dei progetti da parte degli studenti- Castello del Buonconsiglio.

 

L’Intelligenza artificiale vista dagli studenti

Ad aprire la giornata, moderata dal giornalista Luca Melchionna, coloro che più di tutti sono interessati da questo cambiamento: le nuove generazioni. Gli studenti dei cinque istituti superiori trentini coinvolti nel progetto (Istituto Figlie del Sacro Cuore, Liceo delle Arti di Trento e Rovereto – Sezione grafica IDEA, CFP-UPT di Tione, Istituto Pavoniano Artigianelli, Istituto Arcivescovile) hanno presentato al Castello del Buonconsiglio i lavori sviluppati su e con l’AI, a cui hanno lavorato nel corso dell’anno scolastico, collaborando con otto imprese associate ultracentenarie (Cereria Giovanelli SRL, Falegnameria Tamanini, Foto-ottica Trintinaglia, Mobilificio Carli, Molino Pellegrini SNC, Officina Costruzioni in Ferro Fratelli Bellante, Tappezzeria Novello Oscar, Tipografia Mercurio di Zamboni Alessio e dieci fotografi professionisti (Marco Anconelli, Nedo Baglioni, Andrea Cavalli, Matteo De Stefano, Nicola Eccher, Alessandro Gadotti, Fabio Galas, Daniele Panato, Andrea Pellizzer, Corrado Poli).

Il valore di questo progetto sta soprattutto nel processo – ha evidenziato Barbara Tomasoni, presidente territoriale della nostra Associazione per la Vallagarina, con delega per la scuola – . Un’occasione che ci permette di rafforzare il legame tra scuola e impresa per noi fondamentale. Fatto di confronto, crescita e costruzione del futuro. Di elaborazione di un linguaggio comune.

Dalla cura dell’identità grafica della mostra, all’indagine conoscitiva sull’intelligenza artificiale; dagli otto manifesti dedicati al tema del rapporto tra uomo e macchina e tra artigianato tradizionale e intelligenza artificiale, all’elaborazione dei loghi delle otto aziende storiche fino alla rielaborazione con l’IA delle fotografie delle aziende; gli studenti hanno tradotto idee e riflessioni in progetti concreti, offrendo una lettura originale, critica e consapevole del ruolo dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea.

L’IA non potrà mai sostituirsi alla mente umana – ha evidenziato Francesca Gerosa, assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità –  ma deve essere nutrita dalla mente umana che imparando e conoscendo riesce a dare quegli input e quelle indicazioni che fanno sì che il risultato sia utilizzabile anche nel mondo del lavoro.

 

Barbara Tomasoni e Luca Melchionna

 

 

Francesca Gerosa – assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità

Sullo stesso concetto si è soffermato anche Alberto Pedrotti, assessore all’economia e montagna del Comune di Trento (presente all’inaugurazione in rappresentanza del sindaco di Trento, Franco Ianeselli), che ha evidenziato come sia interessante osservare la declinazione del rapporto tra tecnologia, che potrebbe mettere in discussione molte professioni, e il saper fare umano, fatto di competenze e capacità che restano insostituibili.

L’IA dunque amplia le potenzialità dell’uomo, ma ne rende ancora più centrale il ruolo, accrescendone la responsabilità. Cosa fare dunque? Una risposta è arrivata da Corrado Poli, presidente di Confartigianato Fotografi:

Elaborazione, spirito critico e capacità di sintesi. Se riusciamo ad unire questi elementi con l’AI possiamo stimolare il nostro pensiero e le nostre capacità. Se siamo in grado di elaborare ciò che apprendiamo e di restituirlo come pensiero nostro, allora stiamo crescendo. E se riusciamo a mettere il nostro cuore in ciò che facciamo, allora il valore diventa ancora più grande.

 

Alberto Pedrotti – assessore all’economia e montagna del Comune di Trento
Corrado Poli – presidente Confartigianato Fotografi
Taglio del nastro all’inaugurazione della mostra “Punti di Vista”

 

“Punti di Vista”: un percorso circolare per creare nuova consapevolezza

 

 

 

Il risultato di questa collaborazione? Una mostra, una serie di “Punti di Vista” diversi, di prospettive fuori dagli schemi che, nelle sale di Palazzo Roccabruna fino al 16 maggio, attraverso un percorso espositivo ibrido e sperimentale, offre uno sguardo inedito sulle imprese, l’artigianato e la società.

Un percorso condiviso da scuole e imprese che racchiude in sè un enorme valore sul quale ha posto l’accento – in occasione del taglio del nastro – anche Roberto Failoni, assessore all’Artigianato,  sottolineando quanto sia importante che i giovani conoscano da vicino il mondo dell’artigianato per comprenderne il valore e le opportunità che offre.

Quanti sanno – ha chiesto rivolgendosi agli studenti –  che i fotografi sono artigiani? Pochi.

 

 

Roberto Failoni – Assessore all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca

 

 

Sullo stesso tema è intervenuto anche Andrea De Zordo, presidente degli artigiani trentini:

Il mondo dell’artigianato – ha affermato – deve crescere e deve continuare ad evolvere. Deve abbracciare l’AI con la consapevolezza che si tratta di uno strumento, perché la fantasia sarà sempre umana e senza la fantasia umana l’AI sarà uno strumento monco.

Un percorso ad anello che riporta il visitatore al punto di partenza, non per ricominciare tutto daccapo, ma per riprendere il cammino con nuova consapevolezza, con nuovi “Punti di vista”.

L’obiettivo non è fornire risposte, ma stimolare domande. Passato e futuro, tradizione e innovazione dialogano in una mostra profondamente umana che cerca di offrire degli spunti su come orientarsi nel rapporto con l’IA.

 

 

 

Andrea De Zordo – presidente Associazione Artigiani Confartigianato Trentino

 

Premiazione dei progetti con la consegna delle gift card
Premiazione
Mostra “Punti di Vista” – Palazzo Roccabruna

 

La Convention Comunicazione Confartigianato

Nel pomeriggio, il confronto è proseguito presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, dove si è svolta la Convention Nazionale Comunicazione di Confartigianato, dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sulle micro e piccole imprese del settore. Un ambito in cui  l’AI non è più una prospettiva futura, ma una presenza quotidiana nei processi produttivi, spesso adottata con rapidità e con livelli di consapevolezza molto diversi tra loro.

Al centro del dibattito “Il Manifesto di Trento sull’AI a valore umano”, promosso da Confartigianato Comunicazione con il contributo di FBK, che nei prossimi mesi verrà tradotto in linee guida operative per aiutare soprattutto le PMI a utilizzare l’AI in modo competitivo e sostenibile, valorizzando al contempo quel patrimonio artigianale e creativo che nessuna tecnologia può sostituire.

 

 

A dare il via ai lavori è stato Fabrizio Peresson, presidente Confartigianato ICT, che  ha sottolineato come il rischio sia quello di una tecnologia che appiattisca tutto verso il basso, con la produzione di contenuti di livello medio-basso, un aspetto su cui è necessario mantenere alta l’attenzione.

Il pericolo – ha detto – non è che l’IA ci rubi il mestiere, ma che ne impoverisca il valore. Governare i processi di innovazione diventa quindi fondamentale e il “Manifesto di Trento” nasce proprio con questo scopo.

Michela Milano – Davide Riva -Luca Melchionna – Fabrizio Peresson – Corrado Poli

 

Il confronto è proseguito con l’intervento di Francesca Rossi, global leader per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale di IBM e Fellow IBM, che, ripercorrendo l’evoluzione dell’IA, dalle origini al machine learning, fino all’attuale diffusione capillare nei processi economici e sociali, ha spiegato come l’IA sia un sistema socio-tecnico che non si limita alla dimensione tecnologica, ma è profondamente intrecciato con dati, società e governance.

Da questo derivano importanti sfide etiche legate alla gestione dei dati e alla privacy, ai bias discriminatori fino agli impatti su lavoro, apprendimento e ambiente. Se da un alto l’AI accelera i processi, dall’altro impone scelte consapevoli. Da qui la necessità di agire su tre livelli: sviluppo tecnologico responsabile, modelli di governance efficaci e un forte investimento in cultura e innovazione.

 

Brando Benifei Europarlamentare relatore dell’AI Act
Partecipanti alla Convention
Francesca Rossi – global leader per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale di IBM e Fellow IBM

 

In questo contesto si inserisce l’AI Act Europeo, che, come spiegato da Brando Benifei,Europarlamentare relatore dell’AI Act, adotta un approccio basato sul rischio per regolamentare gli usi più critici dell’IA, come la sorveglianza di massa o le discriminazioni automatizzate, puntando a tutelare diritti, democrazia e competitività soprattutto delle realtà più piccole.

A questo punto una domanda necessaria: “In che direzione stiamo andando come imprese e professionisti”?

Secondo Girogio Prodi, professore Associato di Economia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia-Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, il sistema Italia si trova ancora in una fase iniziale di adattamento all’IA: la dimensione ridotta delle imprese e la difficoltà nell’adozione delle tecnologie rendono il processo complesso e richiedono un quadro normativo europeo. Come accade con ogni innovazione, ha aggiunto Mafe De Baggis, digital media strategist, anche con l’ Ai stiamo incontrando delle resistenze che possono tradursi in perdita di opportunità. Quello che emerge oggi è un atteggiamento curioso: gli individui tendono ad essere più fiduciosi verso sé stessi e più timorosi verso gli altri. Il vero rischio è che non cambi niente, perché continuiamo a confrontare l’innovazione con un ideale invece che con la realtà.

 

Qual è dunque la via da seguire?  Innanzitutto considerare l’AI un laboratorio. Un luogo di sperimentazione per migliorare ciò che già facciamo. Come hanno detto gli studenti: mettendoci sempre e comunque del proprio.

L’IA non ci chiede di essere più performanti, ma più consapevoli. Perché può accelerare i processi, suggerire, simulare, generare. Ma non può attribuire senso, né stabilire cosa sia giusto e cosa no. Questa resta una responsabilità esclusivamente umana. L’IA non semplifica la realtà, ma moltiplica le possibilità, allarga il campo delle opzioni, rende tutto più articolato. E proprio per questo alla fine, ancora più di prima, spetta alla persona il compito più difficile e più umano: la responsabilità ultima delle decisioni. E il “Manifesto di Trento”, presentato, insieme a Fabrizio Peresson, da Corrado Poli ( presidente Confartigianato Fotografi), Michela Milano (direttrice del Centro Digital Society alla Fondazione Bruno Kessler – FBK Magazine) e Davide Riva ( presidente Confartigianato Grafici), sancisce proprio questo: “la responsabilità giuridica, etica ed estetica del risultato finale rimane sempre in capo all’essere umano”.

© fotografie: Nicole Costanzo

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