Internazionali, Paesi Bassi: nuovo pedaggio chilometrico per i mezzi pesanti

17/06/2026

Internazionali, Paesi Bassi: nuovo pedaggio chilometrico per i mezzi pesanti

Dal 1° luglio 2026 i Paesi Bassi introdurranno un nuovo sistema di pedaggio chilometrico per i veicoli pesanti, in linea con quanto già adottato da altri Paesi europei e con le disposizioni della direttiva Eurobollo revisionata.

La principale novità riguarda il metodo di calcolo del pedaggio: non sarà più basato su criteri forfettari, ma sui chilometri effettivamente percorsi sulla rete stradale olandese. Il nuovo sistema interesserà tutti i veicoli delle categorie N2 e N3 con massa superiore a 3,5 tonnellate, comprese le imprese di autotrasporto straniere che effettuano servizi internazionali da e verso i Paesi Bassi.

Per poter circolare sulla rete soggetta a pedaggio, i mezzi dovranno essere dotati di una specifica unità di bordo (OBU, On Board Unit), necessaria per la registrazione dei chilometri percorsi e per il calcolo dell’importo dovuto.

Il controllo del sistema sarà affidato a una rete nazionale composta da 61 portali di rilevamento, in grado di leggere le targhe dei veicoli e verificare il corretto funzionamento dell’OBU. Sono, inoltre, previste pattuglie mobili dedicate ai controlli su strada.

Particolare attenzione dovrà essere posta al rispetto degli obblighi previsti dalla normativa. Le sanzioni possono, infatti, raggiungere gli 800 euro per gli operatori che non abbiano stipulato un contratto con un provider autorizzato per il pagamento del pedaggio. Sono poi previste multe fino a 500 euro in caso di OBU spenta, non funzionante o associata a un veicolo diverso da quello in circolazione.

La rete soggetta al nuovo pedaggio comprenderà quasi tutte le autostrade olandesi, oltre a numerose strade provinciali e infrastrutture locali situate nelle aree con maggiore traffico merci.

L’importo del pedaggio sarà determinato sulla base di diversi parametri, tra cui la massa massima tecnica del veicolo, la classe Euro e il livello di emissioni di CO₂. Il principio adottato è quello di incentivare il rinnovo del parco veicolare: i mezzi più leggeri e meno inquinanti beneficeranno di tariffe più contenute.

Secondo le stime attualmente disponibili, un veicolo Euro VI da 16 tonnellate potrebbe essere soggetto a una tariffa di circa 15,6 centesimi di euro per chilometro, mentre un veicolo elettrico equivalente pagherebbe circa 3,4 centesimi/km. Per i mezzi Euro VI con massa superiore a 32 tonnellate, la tariffa stimata si attesterebbe intorno a 19,5 centesimi/km, contro circa 3,8 centesimi/km per i corrispondenti veicoli elettrici.

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