10/02/2026
L’editoriale di febbraio del presidente De Zordo: “Emergenza abitativa: un problema da risolvere”
Nel passato, più o meno recente, quello che mancava era il lavoro.
Ora ad essere un tema estremamente attuale e scottante è invece l’assenza di un numero adeguato di case, alloggi, immobili, da destinare a chi è intenzionato a raggiungere il nostro territorio per ricoprire le mansioni più varie.
Sia chiaro: l’ emergenza abitativa è diffusa in tutta Italia ma si fa sentire più forte nelle aree turistiche e montane come quella in cui viviamo.
Operai qualificati, stagionali, giovani magari freschi di laurea, lavoratori del tutto regolari e preparati non trovano alloggio nonostante contratti pronti ad essere firmati se non già sottoscritti, creando un forte divario tra necessità e disponibilità di immobili, spesso bloccati per ristrutturazione.
Province e Comuni stanno cercando soluzioni come piani ad hoc per giovani/lavoratori, ostelli per lavoratori e tavoli di confronto, ma i risultati sono piuttosto lenti ed è così sempre più evidente la necessità di arrivare alla concretizzazione di interventi pubblici e privati mirati che stiamo cercando di affrontare in tempi veloci.
Come Associazione Artigiani abbiamo, ad esempio, istituito un gruppo di lavoro ad hoc nella nostra Giunta e siamo presenti all’interno di “Trentino Abitare” la fondazione istituita il 27 febbraio 2025 che si occupa appunto di facilitare l’accesso alla casa, di gestione di immobili ad uso abitativo e del recupero di patrimonio edilizio pubblico/privato dismesso. Nel frattempo abbiamo individuato alcune decine di abitazioni situate in tutto il territorio trentino al momento inutilizzati. Quello che però ancora manca è la possibilità normativa di rendere più funzionale lo sfratto e gestire meglio gli affitti non pagati per garantire ai proprietari di poter incassare il dovuto e, allo stesso tempo, di tornare in possesso degli immobili in tempi rapidi.
Al momento abbiamo individuato situazioni interessanti in varie zone del Trentino, soprattutto Rovereto, Trento e Valsugana, ma anche Val di Non e Val di Sole. Si è proceduto con progetti di massima per capire come gestire i vari interventi: innanzitutto si deve fare in modo che il sostegno pubblico non vada ad intaccare il de minims dei contributi ottenibili da ciascuna azienda artigiana e poi abbiamo assolutamente bisogno di capire come gestire finanziariamente gli interventi di ristrutturazione.
Come artigiani necessitiamo di centinaia di alloggi ma recuperarli sarà ovviamente costoso e ci sarà la necessità di poter contare su un sostegno della parte pubblica per determinati tipi di lavori, si tratterà di mettere mano a case destinate a lavoratori che poi magari saranno raggiunti dalle famiglie, insomma non dovrà mancare la qualità.
Il fulcro di tutto il progetto, che ora più che mai deve trasformarsi da teorico a pratico, è la sostenibilità economica dell’intero sistema.
Andrea De Zordo
Presidente dell’Associazione Artigiani Confartigianato Trentino
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