20/02/2026
I nuovi miliardari saranno idraulici, falegnami ed elettricisti?
– di Genny Tartarotti –
Secondo Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, sì.
Come riporta Spirito Artigiano, il manager della nota impresa leader mondiale nell’IA, nota per le sue GPU (processori grafici progettati per eseguire molti calcoli contemporaneamente), in un’intervista rilasciata a Channel 4 News nel Regno Unito, avrebbe indicato gli artigiani come i nuovi paperoni del futuro. Sembra paradossale, ma l’IA, per quanto virtuale, non potrebbe funzionare senza infrastrutture reali, le quali a loro volta non potrebbero esistere senza il lavoro tecnico, manuale e concretissimo degli artigiani. Sempre secondo Huang, cita l’Observer, assisteremo al “più grande sviluppo infrastrutturale nella storia dell’umanità”, con la conseguente creazione di molti posti di lavoro soprattutto nel settore artigianale. In sostanza,
Senza competenze manuali evolute, senza sapere artigiano, l’IA resta un’idea brillante ma incompiuta.
Come al solito i Greci lo avevano già capito: gli automi d’oro di Efesto, dio del fuoco e della metallurgia, nascevano dall’abilità manuale del fabbro, dalla sua capacità di trasformare la materia grezza in oggetti straordinari dotati di poteri eccezionali. Allo stesso modo l’intelligenza artificiale non nasce dal nulla, ma si sviluppa a partire dalla “fucina moderna” dei data center, delle reti elettriche, delle infrastrutture. La tecnologia più avanzata è figlia della competenza manuale. Cambiano gli strumenti, non il principio. E per il settore artigianale questo non è solo motivo di orgoglio, ma è anche una questione strategica.
Huang ce lo ricorda: non può esserci intelligenza artificiale senza intelligenza artigianale.
L’artigianato – dunque – non è un residuo del passato, ma un valore strutturale del futuro.
Forse la vera domanda non è se gli artigiani diventeranno i nuovi paperoni. La domanda giusta è: quando riconosceremo davvero il valore economico, sociale e strategico del lavoro artigianale?
Come le creazioni di Efesto, l’IA possiede poteri meravigliosi, password e codici in grado di aprire molte porte. Ma per aprire quella giusta, a quanto pare, serve la chiave inglese.
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