20/03/2026
“Le Olimpiadi degli artigiani”
– di Genny Tartarotti –
Spirito Artigiano di marzo è dedicato alle Olimpiadi 2026. Non quelle degli atleti, ma quelle degli artigiani.
A Milano – Cortina infatti c’erano anche loro. Pochi se ne sono accorti, nessuno li ha celebrati, ma dietro ogni prestazione, dietro ogni vittoria c’è la mano invisibile di chi ha piallato gli sci, cucito la scarpa, limato la lama, preparato il ghiaccio. Artigiani e imprese diverse per settore di attività e dimensioni, legate da un denominatore comune: l’economia dello sport. L’obiettivo – scrive Paolo Manfredi, consulente per la Trasformazione digitale e responsabile del Progetto speciale PNRR di Confartigianato Imprese – è quello di sempre:
far crescere la cultura artigiana e le imprese che la incarnano, fornendo servizi, soluzioni per lo sviluppo e l’innovazione e opportunità di comunicazione.
Il tutto seguendo tre direttrici: rafforzare le filiere della subfornitura – quella dei terzisti – sostenere la competitività delle eccellenze sartoriali italiane, valorizzare la rete vitale dello sport di base e i professionisti che ogni giorno ne sostengono lo sviluppo.
In fondo, a pensarci bene, tra il lavoro di un artigiano e quello di un atleta c’è una parentela profonda: stessa passione, stessa determinazione, stessa ricerca della perfezione. A pensarci meglio sono almeno tre anche le loro differenze. La prima sta nel fatto che mentre gli atleti si concentrano sui secondi, gli artigiani si concentrano sui millimetri; la seconda è determinata dal fatto che gli atleti cercano la velocità, gli artigiani invece per fare le cose bene hanno bisogno di tempo; la terza è dovuta al fatto che quando gli atleti vincono salgono sul podio, ricevono una medaglia e finiscono sui giornali, gli artigiani invece vincono quando nessuno si accorge di loro.
A pensarci ancora meglio però sul podio salgono anche loro. Non su quello che innalza chi ha vinto, ma su quello che nobilita chi riesce a gioire sinceramente della vittoria altrui.
