In Val di Non l’evento “Energia per il futuro digitale”, organizzata nell’ambito della Settimana dell’Energia e della Sostenibilità 2026 di Confartigianato.

15/10/2026

In Val di Non l’evento “Energia per il futuro digitale”, organizzata nell’ambito della Settimana dell’Energia e della Sostenibilità 2026 di Confartigianato.

Nel cuore della montagna, innovazione e sostenibilità progettano insieme: la visita a Intacture e il confronto tra istituzioni e Confartigianato di Trento, Brescia, Mantova e Verona.

Innovazione e sostenibilità non sono necessariamente obiettivi contrapposti. Al contrario, possono procedere insieme e rafforzarsi reciprocamente. La trasformazione digitale richiede capacità di calcolo, infrastrutture e risorse, a partire dall’energia; allo stesso tempo, ricerca e nuove tecnologie possono contribuire a trovare soluzioni capaci di ridurre consumi e impatto ambientale.

È il tema al centro di “Energia per il futuro digitale: quando innovazione e sostenibilità progettano insieme”, l’evento organizzato oggi, 15 ottobre 2026, a Predaia nell’ambito della Settimana dell’Energia e della Sostenibilità 2026 di Confartigianato, che ha visto insieme l’Associazione Artigiani Confartigianato Trentino e le Confartigianato di Brescia, Mantova e Verona.

Il primo momento della giornata è stato dedicato alla visita a Intacture – Trentino Data Mine, il nuovo data center realizzato a circa cento metri di profondità negli spazi ipogei della miniera di dolomia di Mollaro, tuttora attiva.

A guidare la visita è stato Dennis Bonn, amministratore delegato di Trentino DataMine, che ha accompagnato i partecipanti alla scoperta dell’infrastruttura e delle soluzioni adottate per coniugare capacità di calcolo, sicurezza ed efficienza energetica.

Intacture presenta una caratteristica particolare: non nasce dall’adattamento di uno spazio sotterraneo preesistente, ma è stato progettato all’interno di una miniera ancora in attività, valorizzando i vuoti generati dall’estrazione della dolomia. Una convivenza tra economia tradizionale e innovazione che permette di proseguire l’attività estrattiva e di stoccare prodotti agroalimentari del nostro territorio – mele Melinda, spumante Trento Doc Altemasi e Treningrana e, allo stesso tempo, utilizzare gli spazi disponibili per ospitare una nuova infrastruttura digitale.

Intacture mette infatti a disposizione non soltanto servizi di archiviazione, ma anche capacità di calcolo avanzato, destinata a sostenere applicazioni che richiedono grandi quantità di elaborazione, a partire dall’intelligenza artificiale.

Dennis Bonn – Amministratore delegato di Intacture

La collocazione a circa cento metri di profondità consente di sfruttare le caratteristiche naturali del luogo. La roccia mantiene una temperatura costante attorno ai 12 gradi, contribuendo a ridurre il fabbisogno energetico necessario al raffrescamento. Il sistema utilizza inoltre un circuito chiuso senza consumo di acqua e l’energia elettrica impiegata proviene al 100% da fonti rinnovabili.

Ma la montagna non contribuisce soltanto all’efficienza energetica. I circa 90 milioni di metri cubi di roccia che circondano l’infrastruttura costituiscono una protezione naturale: la posizione in profondità e la compattezza della roccia aumentano la sicurezza fisica del data center e la protezione dalle interferenze elettromagnetiche e da minacce provenienti dall’esterno.

 

A questa sicurezza fisica si affianca un altro aspetto strategico illustrato durante la visita: la sovranità del dato. I dati affidati all’infrastruttura rimangono in Italia, all’interno di un sistema soggetto alla normativa italiana ed europea. Un elemento particolarmente rilevante in una fase in cui dati e capacità di calcolo stanno diventando risorse strategiche per imprese e territori.

La visita ha permesso così di vedere concretamente ciò che è al centro dell’intera giornata: innovazione e sostenibilità non come obiettivi alternativi, ma come esigenze da progettare insieme. La crescente domanda di capacità di calcolo, destinata ad aumentare ulteriormente con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, richiede energia e infrastrutture adeguate. L’esperienza di Intacture mostra come le caratteristiche di un territorio possano diventare parte della risposta.

Al termine della visita, il presidente dell’Associazione Artigiani Confartigianato Trentino Andrea De Zordo ha sottolineato il valore che un’infrastruttura come il Data Mine può avere per l’intero territorio:

«Non tutte le piccole imprese utilizzeranno direttamente il Data Mine, ma tutte possono beneficiare di un territorio più attrattivo e competitivo, nel quale infrastrutture avanzate, ricerca e competenze favoriscono lo sviluppo di nuovi servizi e nuove opportunità di innovazione. La ricaduta per le imprese artigiane è soprattutto nel sistema che può svilupparsi attorno a un’infrastruttura come questa». 

La crescita del digitale e la sfida dell’energia 

Nel pomeriggio Dennis Bonn ha aperto i lavori allargando lo sguardo dal caso di Intacture alla crescita della domanda mondiale di capacità di calcolo, destinata ad aumentare ulteriormente con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Una crescita che porta con sé un fabbisogno sempre maggiore di energia e rende centrale una domanda: siamo disposti a rinunciare a infrastrutture e tecnologie a favore dell’ambiente, oppure dobbiamo trovare il modo di far procedere insieme le due esigenze? 

È in questa seconda direzione che si colloca l’esperienza di Intacture: sviluppare capacità di calcolo e servizi digitali cercando, allo stesso tempo, soluzioni che ne riducano l’impatto e valorizzino le caratteristiche del territorio. 

«Non possiamo pensare di rinunciare alle infrastrutture e alle tecnologie di cui avremo sempre più bisogno. Dobbiamo trovare il modo di farle crescere rendendole sostenibili. Intacture vuole essere un esempio concreto di questa possibilità: mettere a disposizione capacità di calcolo, anche per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e per la competitività delle imprese, sfruttando le caratteristiche del territorio per ridurre l’impatto dell’infrastruttura. La sfida è tenere insieme innovazione, sicurezza e sostenibilità, facendo in modo che la crescita del digitale diventi anche un’opportunità per il territorio».

 

È quindi intervenuto Achille Spinelli, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore allo Sviluppo economico, Lavoro, Famiglia, Università e Ricerca, che ha richiamato il valore strategico dell’infrastruttura per lo sviluppo del territorio e la capacità del Trentino di mettere in relazione innovazione, utilizzo delle risorse esistenti e sostenibilità. 

Un percorso che, come ha ricordato, parte da lontano, dalla scelta compiuta vent’anni fa con la legge provinciale sulle cave di considerare i vuoti generati dall’attività estrattiva come potenziali risorse strategiche, e che oggi trova nel Data Mine una nuova declinazione legata ai dati e alla capacità di calcolo. 

 

Quello che vediamo qui rappresenta in concreto la sintesi della nostra visione di sviluppo e dimostra cosa significa programmare e fare politica economica e industriale in un territorio autonomo. Oggi compiamo un salto di paradigma epocale: passiamo dalla custodia di beni tangibili alla protezione della risorsa più preziosa del nostro tempo, ovvero il dato e la potenza di calcolo. Ma Intacture è soprattutto un pilastro di sovranità digitale, capace di posizionare il Trentino come produttore ed esportatore di servizi digitali sicuri, in un’ottica di sviluppo equilibrato e diffuso anche nelle nostre valli, a beneficio di tutto il tessuto produttivo e delle micro e piccole imprese. 

Il vicepresidente Spinelli ha posto l’accento anche sulla cybersicurezza, evidenziando come la crescente esposizione agli attacchi informatici non riguardi soltanto dati e imprese, ma anche infrastrutture essenziali per la collettività, come acquedotti e dighe. In questa prospettiva, Intacture può contribuire a rafforzare la capacità del territorio di proteggere dati, sistemi e servizi strategici. 

Il ragionamento si è poi allargato alla più ampia strategia provinciale sulla sostenibilità, considerata nelle sue dimensioni ambientale, sociale e di governance. Sul piano sociale Spinelli ha richiamato l’attenzione alle famiglie, alle nascite, alle persone anziane e alle persone che hanno perso il lavoro; sul fronte della governance, il lavoro avviato insieme all’Università per costruire nuovi modelli di valutazione.  In questo quadro si inserisce il percorso intrapreso dalla Provincia verso un rating ESG territoriale e la valorizzazione delle imprese sostenibili attraverso il marchio “Trentino Sustainable”. 

Il confronto con i territori e con le imprese 

Il confronto è poi proseguito con la tavola rotonda tra Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale; Lorenzo Capelli, presidente di Confartigianato Imprese Mantova; Andrea De Zordo, presidente dell’Associazione Artigiani Confartigianato Trentino; e Devis Zenari, presidente di Confartigianato Imprese Verona. 

A moderarla Carlo Piccinato, segretario di Confartigianato Lombardia e presidente di ConfESG.

Dal confronto è emersa la necessità di accompagnare le imprese nella transizione digitale e sostenibile, tenendo conto delle caratteristiche specifiche delle micro e piccole realtà. La frammentazione del sistema produttivo può rendere più difficile investire in competenze, procedure e tecnologie, ma la collaborazione e la condivisione di strumenti ed esperienze possono aiutare tante piccole imprese a raggiungere, insieme, una capacità di azione più ampia. 

La sostenibilità nella dimensione delle piccole imprese 

Per il Presidente De Zordo, il cambiamento verso una maggiore sostenibilità è ormai un percorso inevitabile, sia per la responsabilità nei confronti delle nuove generazioni sia per una domanda del mercato che si sta muovendo sempre più chiaramente in questa direzione. 

Per le imprese artigiane, tuttavia, il punto di partenza è particolare. Le piccole dimensioni possono rendere più difficile strutturare procedure, dedicare risorse specifiche o comunicare all’esterno il proprio impegno. Allo stesso tempo, attenzione all’efficienza, uso responsabile delle risorse e riduzione degli sprechi fanno già parte del modo di lavorare di molte realtà artigiane. 

Le nostre imprese sono piccole e piccolissime e proprio per questo possono avere maggiori difficoltà nel mettere in campo procedure e capacità di comunicazione. Ma nel DNA dell’artigiano c’è la volontà di essere sostenibile ed efficiente nell’utilizzo delle risorse e delle materie prime. Essere virtuosi non deve però significare un aggravio: la sostenibilità deve essere sostenibile anche per le micro e piccole imprese». 

È qui che, secondo De Zordo, assume particolare importanza il ruolo delle associazioni e dei corpi intermedi: accompagnare le micro e piccole imprese e tradurre i principi della sostenibilità in strumenti e percorsi compatibili con le loro dimensioni.  Un approccio già sperimentato, ad esempio, nel lavoro sulle Comunità energetiche rinnovabili, che non devono essere considerate soltanto come investimenti capaci di generare un rendimento, ma anche come una scelta coerente con i valori della sostenibilità e della condivisione dell’energia. 

E’ innanzitutto necessario aiutare le aziende a capire che la prima fonte di sostenibilità è il risparmio. In questo senso è importante promuovere check up energetici e portare avanti progetti innovativi, ad esempio quello già avviato di puntare sulle acque nere, i reflui, per generare energia e l’auspicio è di continuare a mettere in campo innovazione e creatività.

La sfida di Confartigianato è accompagnare le imprese in un cambiamento che non possiamo evitare, adattando i principi della sostenibilità alle caratteristiche delle micro e piccole realtà. Confido molto anche nei giovani e nelle nuove generazioni, che sono più sensibili di noi e potranno aiutarci a portare avanti questi temi. 

Sulla scorta della sinergia e della concretezza il presidente Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti ha chiuso l’incontro dando appuntamento a fine gennaio per l’avvio dei lavori sul tema Infrastrututre per lo sviluppo del Garda.

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