L’editoriale di febbraio del presidente Segatta: “L’ultimo capitolo del Superbonus”

Lo strumento del Superbonus 110% è ormai esaurito. Una misura che, seppur con qualche inevitabile criticità, ha determinato diverse ricadute positive sull’economia e sulla qualità degli immobili con conseguenti benefici anche a livello ambientale e sociale.

L’articolo, come sempre al primo posto nelle pagine della nostra rivista l’Artigianato, traccia un bilancio complessivo di questo intervento e analizza alcune questioni che l’Associazione Artigiani – Confartigianato Trentino vorrebbe fossero rapidamente prese in considerazione dal Governo e analizzate assieme alla Confederazione nazionale.

 

Segatta: “Il Superbonus 110% ha determinato uno shock positivo sull’economia e sulla tenuta occupazionale. Ha contribuito a sostenere la domanda privata, con una crescita del PIL nazionale a fronte di un generale segno negativo in tutti gli altri paesi europei”.

 

Questo il commento del presidente Segatta nel proprio editoriale:

Il Superbonus 110% voluto dal Governo Conte, nel 2020, per dare una spinta eccezionale alla ripresa economica e occupazionale del nostro paese in un periodo di crisi senza precedenti dovuto alla pandemia, si può dire ormai esaurito. Nonostante si tratti di un intervento molto dibattuto che ha sempre suscitato valutazioni divergenti da parte di politici, cittadini e imprese, ci sembra giusto provare a tracciare alcune valutazioni nel modo più sereno ed oggettivo possibile.

Innanzitutto, i meriti più importanti del Superbonus al 110%. In un periodo di crisi senza precedenti, dovuta alla pandemia e dopo un avvio travagliato, questo strumento ha determinato uno shock positivo sull’economia e sulla tenuta occupazionale. Ha contribuito a sostenere la domanda privata, con una crescita del PIL nazionale a fronte di un generale segno negativo in tutti gli altri paesi europei. E in un momento che si preannunciava di completa stagnazione per il nostro paese, l’attivazione rapida di migliaia di cantieri ha generato comunque imposte e reddito per imprese e lavoratori che, in assenza di questo bonus, sarebbero rimasti senza lavoro, quindi in carico allo Stato che avrebbe dovuto sostenerli con oneri sociali ed economici senza precedenti.

Per contro, il superbonus edilizio ha avuto anche innegabili effetti negativi. In primis sul bilancio pubblico in termini di minori entrate, che non sono state compensate dal ritorno fiscale. A nostro avviso poi va evidenziata l’eccessiva velocità e la frenesia degli interventi edilizi avviati da fine 2020 in avanti (ricordiamo più di 220 provvedimenti in materia), fattori che hanno determinato una qualità dei lavori non sempre ottimale. Inoltre, il messaggio, errato, che tutto ciò che rientrava nel Superbonus fosse gratis, ha prodotto senz’altro distorsioni, inefficienze e qualche abuso, favorendo speculazioni a vari livelli nel mercato edile e concorrenza sleale da parte di imprese improvvisate.

In un momento che si preannunciava di completa stagnazione per il nostro paese, l’attivazione rapida di migliaia di cantieri ha generato comunque imposte e reddito per imprese e lavoratori che, in assenza di questo bonus, sarebbero rimasti senza lavoro, quindi in carico allo Stato che avrebbe dovuto sostenerli con oneri sociali ed economici senza precedenti.

Non possiamo non riconoscere come questo bonus abbia rappresentato anche una misura redistributiva, in quanto ha permesso a moltissime famiglie a basso reddito di poter accedere all’agevolazione e di poter vivere in un edificio rimesso a nuovo e con prestazioni energetiche e antisismiche di alta qualità.

Al netto di tutte le considerazioni strettamente economiche ci piace anche evidenziare altri elementi a nostro avviso positivi del Superbonus. Ha incentivato interventi volti a migliorare l’efficienza energetica degli immobili e a ridurre le emissioni di gas serra, anticipando quanto l’Europa chiederà a tutti gli Stati membri con la direttiva Case green. Coloro che sono riusciti a realizzare i lavori hanno senz’altro visto aumentare il valore della propria casa ma soprattutto hanno potuto apprezzare il netto miglioramento del comfort abitativo. Il bonus al 110% ha inoltre stimolato l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del settore.

Ma riteniamo importante anche la ricaduta dal punto di vista sociale di questo strumento: se non dubitiamo che ci siano state anche situazioni di privilegio con disuguaglianze significative tra alcune regioni e tra differenti tipologie di edifici, non possiamo non riconoscere come questo bonus abbia rappresentato anche una misura redistributiva, in quanto ha permesso a moltissime famiglie a basso reddito di poter accedere all’agevolazione e di poter vivere in un edificio rimesso a nuovo e con prestazioni energetiche e antisismiche di alta qualità.

La chiusura dell’agevolazione al 110 % porterà ora delle inevitabili ripercussioni su tutta la filiera dell’edilizia, ne siamo consapevoli; così come sapevamo tutti che questa sarebbe stata una misura straordinaria la cui scadenza, pur tra mille restrizioni, è stata alla fine prorogata di quasi due anni rispetto agli intenti iniziali. Molte delle agevolazioni fiscali previste negli ultimi anni con percentuali di detrazione comunque generose sono state confermate e torneranno ad avere un ruolo centrale per il mercato edilizio. Anche nel 2024, per tutti quei cittadini che stanno pensando di mettere in atto interventi di ristrutturazione e miglioramento energetico o strutturale del proprio immobile, sarà così possibile usufruire di svariati bonus edilizi: ristrutturazione, sisma ed ecobonus, abbattimento delle barriere architettoniche, solo per citare i più utilizzati.

Siamo però in una fase nuova e vi sono alcune questioni che come Associazione Artigiani – Confartigianato Trentino vorremmo fossero rapidamente prese in considerazione dal Governo e analizzate assieme alla nostra Confederazione nazionale per il prossimo futuro. La prima riguarda senza dubbio la necessità di semplificare, nell’interesse di tutti, il sistema degli incentivi in edilizia. Sarebbe utile introdurre un’unica agevolazione, rivolta a singoli proprietari e condomìni, per tutte quelle tipologie di intervento che permettono di innalzare la qualità del patrimonio immobiliare italiano. In secondo luogo, servirebbe fissare un orizzonte temporale certo e di durata congrua per fruire di queste agevolazioni: questo permetterebbe un’adeguata programmazione di lavori e investimenti da parte tanto delle imprese quanto dei cittadini. Infine, riteniamo che andrebbe subito ripristinata l’opzione dello sconto in fattura per tutti i lavori in edilizia che prevedono delle agevolazioni; questo non può prescindere da un coinvolgimento responsabile del mondo del credito, per ridisegnare le modalità di cessione dei crediti da parte di imprese e privati.

Molte delle agevolazioni fiscali previste negli ultimi anni con percentuali di detrazione comunque generose sono state confermate e torneranno ad avere un ruolo centrale per il mercato edilizio.

DATA DI PUBBLICAZIONE

07.02.2024

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