Da Ravina al Giappone

C'era una volta un'officina artigiana

Era il 1949 quando Pierino Navarini, all’età di 16 anni, entrò per la prima volta in una fonderia: lo affascinavano le scintille e il maglio sempre in azione e con la sua curiosità di ragazzino, ben presto fece suoi tutti i segreti della fusione. Dopo 5 anni, entrò nella bottega dello zio ramaio, dove venne folgorato dall’arte sottile e certosina del lavoro di sbalzo e di cesello.

Nel 1958, a Ravina, piccolo sobborgo a ovest di Trento, Pierino Navarini aprì con orgoglio la sua piccola bottega artigiana, dove iniziò a dedicarsi alla lavorazione dei metalli. Produceva vasi, stampi per dolci, fioriere, piatti, vassoi e oggetti personalizzati e su misura. In particolare, era rinomato per la maestria nella produzione di oggetti sacri, tanto che, fin da subito, le richieste iniziarono ad arrivare non solo dal mercato nazionale, ma anche da oltre il confine (Austria e Germania).

Come si dice, “la mela non cade mai lontano dall’albero”. Affascinati dall’arte artigiana, uno ad uno iniziarono a collaborare anche i figli di Pierino: per primo, nel 1978, il primogenito Fiorenzo, seguito dopo qualche anno dal fratello Stefano, a cui seguirono a ruota le rispettive mogli, Roberta e Claudia e infine la sorella, Marina. Il lavoro di studio, ricerca e sviluppo, entrò poi il marito di Marina, Danilo Valentinotti.

La trasformazione in Navarini s.a.s.

Nel 1990, la bottega dei Maestri Cesellatori venne trasformata in Navarini S.a.s., un’impresa di famiglia dove la tradizione si fonde con la modernità e il “metallo rosso” viene lavorato e forgiato da mani esperte, cuori appassionati e menti sempre aperte.

Filosofia produttiva d’eccellenza e  un’incessante attenzione per il dettaglio, portarono la neonata Navarini sas a specializzarsi nella produzione di pentolame, diventando dapprima il punto di riferimento per i più rinomati chef italiani e poi per l’intero mondo enogastronomico, trasformatosi nel frattempo in un mercato sempre più maturo ed esigente.

Tempi moderni: Navarini Srl e il museo del rame

Oggi come una volta, i manufatti di Navarini Rame nascono nell’officina artigiana in cui Pierino iniziò a cesellare, che recentemente ha subito una nuova trasformazione, diventando una S.r.l..

Mentre si affacciano all’impresa di famiglia le nuove generazioni, gli oggetti di uso quotidiano ed i complementi d’arredo rimangono il fiore all’occhiello di un’ampia produzione che da Ravina raggiunge le case ed i ristoranti di tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone.

Ogni singola referenza, frutto di ore ed ore di ricerca, racchiude in sé l’essenza della tradizione ed i segreti di una pluriennale esperienza tramandata di padre in figlio.

Nel tempo, la famiglia Navarini ha raggruppato oltre 3000 manufatti nel “Museo del Rame”: una raccolta straordinaria di mobili, complementi d’arredo esposti in un percorso che ripercorre la storia del “metallo rosso”, dal millecinquecento ad oggi.

Pierino Navarini dice:

La qualità è stato prima un traguardo, poi un requisito fondamentale della nostra pianificazione produttiva. Forse la differenza fondamentale che ci ha permesso di ritagliarci un mercato di nicchia, che difficilmente può essere soddisfatto dalla produzione meccanizzata e seriale.

 

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DATA DI PUBBLICAZIONE

21.07.2021

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