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Lavoro a chiamata e lavoro notturno
Data: 04/08/2014

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Nota n. 13330 del 22 luglio 2014, in risposta ad un quesito della Direzione territoriale del lavoro di Cuneo, interviene in merito agli obblighi previsti all’art. 14, comma 1, del D.Lgs. n. 66/2003 (gli obblighi di tutela in caso di prestazioni di lavoro notturno), relativamente ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a chiamata ed impiegati durante il periodo notturno (periodo di almeno 7 ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino).

Il Ministero, ricordando che ai sensi del punto 2 dell’art. 1, comma 1, lett. e) del D.Lgs.n. 66/2003: “In difetto di disciplina collettiva è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga per almeno 3 ore lavoro notturno per un minimo di 80 giorni lavorativi all’anno” , ritiene che analogo limite minimo possa costituire una valida garanzia anche per i lavoratori intermittenti, rispetto ai quali non è peraltro quantificabile preventivamente il complessivo impegno lavorativo.

Pertanto, conclude il Ministero, gli obblighi previsti dall’art. 14 del D.Lgs. n. 66/2003 nei confronti dei lavoratori intermittenti devono essere assolti nelle ipotesi in cui i lavoratori interessati siano impiegati per un minimo di 80 giorni l’anno e, pertanto, anche i controlli preventivi dovranno essere effettuati prima della effettuazione della ottantesima giornata di prestazione notturna.

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