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Aziende alimentari-nuovo sistema Stazioni Sperimentali: Confartigianato chiede equità
Data: 01/09/2015

A seguito del riordino del sistema delle Stazioni Sperimentali, avvenuto attraverso il decreto-legge n. 78/2010 convertito dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, Confartigianato ha voluto segnalare la particolare difficoltà in cui si sono venute a trovare molte piccole e medie imprese.

La premessa:

La Stazione Sperimentale ha compiti di supporto tecnico e tecnologico per le aziende alimentari che producono derivati industriali di origine animale e vegetale a media e lunga conservazione, ovvero prodotti ai quali sono stati applicati processi di stabilizzazione di qualsiasi tipo (stabilizzazione termica, surgelazione, stagionatura e disidratazione o altro), atti a renderli commerciabili per tempi medio/lunghi. Lo scopo è quello di fornire alle aziende servizi di consulenza e sperimentazione industriale, oltre che una vera e propria assistenza tecnica nei diversi settori interessati.
Per lo svolgimento dei propri compiti l'azienda si avvale degli introiti per servizi resi e di contributi obbligatori a carico di tutte le imprese dei settori agro alimentari, commisurati al monte salari.

L’accaduto:

Con il Decreto legge del 2010 si era inteso trasferire compiti, personale e risorse delle vecchie Stazioni Sperimentali alle Camere di Commercio, che hanno continuato a chiedere alle aziende il versamento di contributi obbligatori a favore dell’Azienda Speciale camerale, subentrata nella gestione delle attività per l’industria conserviera. In particolare la Camera di Commercio di Parma ha creato, in sostituzione della SSICA, un'Azienda Speciale che sta svolgendo i compiti e le funzioni della cessata Stazione Sperimentale, per garantire la continuità dell’attività nella stessa sede.

L’azione di Confartigianato:

A seguito delle segnalazioni da parte delle organizzazioni territoriali, la Confartigianato ha ritenuto opportuno inviare una lettera a firma del Presidente Merletti al Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, chiedendo di rimettere in discussione il sistema di finanziamento delle Stazioni Sperimentali, in particolare a favore delle imprese artigiane e di piccole dimensioni, obbligate al versamento di ingenti contributi.

Confartigianato ha da sempre sollecitato una profonda riforma delle finalità e delle modalità di funzionamento di tali strumenti a servizio del mondo imprenditoriale e, di conseguenza, aveva salutato positivamente il trasferimento delle funzioni dall’amministrazione centrale a quella territoriale, nella speranza che potesse comportare un maggiore orientamento al mercato, con azioni meglio indirizzate a cogliere tutte le molteplici esigenze espresse dal mondo produttivo. Si è invece verificato che la nuova Azienda Speciale ha mantenuto lo stesso sistema di finanziamento della precedente Stazione, tramite il versamento di un contributo valutato in base al monte salari ed il pagamento di una ulteriore tariffa commisurata ai servizi di consulenza erogati. Si ritiene che questo meccanismo tradisca in parte le originarie finalità della riforma che, tra le altre cose, mirava a mettere in moto un sistema di finanziamento delle attività basato unicamente sui proventi derivanti dai corrispettivi per le prestazioni di servizi effettivamente rese alle imprese.

Considerando che il descritto modello di funzionamento di SSICA è valido per tutte le Stazioni Sperimentali sul territorio italiano, alla luce delle considerazioni sopra esposte Confartigianato intende richiamare l'attenzione del ministero sulla necessità di effettuare un ulteriore ripensamento del sistema stesso, ad esempio immaginando un finanziamento basato sui ricavi per servizi resi, che esoneri le imprese dal versamento obbligatorio.


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Giuliano Caldera
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