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I fili che intrecciano passione, tradizione ed innovazione
Data: 20/11/2015

La storia di Carmen Silva Bonat e del suo Artelér.

A Mezzano, al di sotto delle magnifiche Pale di San Martino, si trova Artelér, un laboratorio di tessitura che porta avanti da ben otto generazioni l’antica arte della tessitura a mano. Abbiamo incontrato Carmen Silva, la più giovane delle artigiane dell’Artelér, che ci ha raccontato la sua esperienza.

Ciao Carmen e grazie per averci accolto.

Raccontaci, come hai iniziato la tua carriera?

“Dopo una prima formazione professionale in sartoria, seguita da una specializzazione in stilista, ho subito iniziato a lavorare. In un secondo tempo, mi sono trasferita in Australia ed ho raggiunto, ancora giovanissima, l’apice della mia carriera. Ero diventata responsabile di sedici negozi di vestiti da sera e da sposa, interamente disegnati e progettati da me. I soldi ed il successo non mancavano, ma tutto questo non era abbastanza, non ero soddisfatta e sentivo che mi mancava qualcosa: il telaio a mano. Tornata quindi nel mio paese di origine nel Primiero, ho continuato l’antica attività di famiglia della tessitura a mano.”

Cosa ti ha spinto a continuare l’attività di famiglia?

Alla fine è un filo che lega nel sangue, è nel DNA. Nonostante sia una scommessa ogni mese, perché per essere artigiani bisogna davvero lavorare tanto, c’è una passione alla base: c ’è la voglia di portare avanti una propria ambizione, un proprio sogno e c’è la voglia di rimettersi sempre in discussione. Io credo fermamente che qualsiasi cosa vuoi, puoi ottenerla.

Qui in Artelér siamo tre donne -con lei lavorano anche la madre e la zia- con tre specializzazioni differenti. Cominciamo dal filato di ottima qualità e, attraverso l’antico telaio a mano, proprio come veniva utilizzato fin dalla metà del Settecento, tessiamo trama su trama i nostri tessuti per creare capi di abbigliamento, tendaggi e componenti d’arredo. Facciamo un prodotto di lusso, un prodotto cioè unico, esclusivo e sentito dal cliente che lo chiede. Utilizziamo qualsiasi tipo di filato naturale, ma ne abbiamo sperimentato anche altri un po’ più bizzarri… si può tessere di tutto volendo!

Ogni volta che appago un cliente, per me è un successo. Arti così antiche fanno parte della nostra storia, delle nostre radici e, in questo senso, andrebbe valorizzata di più.”

Un lavoro che deriva dal passato, ma il rapporto con l’innovazione e la tecnologia?

“Si, abbiamo vinto un premio per l’innovazione, in quanto abbiamo creato dei prodotti che stanno benissimo anche nel 2015 e che si possano lavare in lavatrice. Inoltre, lavoriamo molto anche con materiali ecologici per le persone che soffrono di allergia. Ci siamo adattate al mercato: bisogna sempre trovare un compromesso con l’epoca ed il luogo in cui si vive, pur portando avanti una tradizione di base.

Non sono molto tecnologica, ma per quanto riguarda il web ho notato che funzionano molto bene le testimonianze dei fashion blogger. Questi, attraverso parole, immagini e video,riescono a trasmettere alle persone il valore e la qualità dei nostri prodotti. La gente ha bisogno di essere indirizzata.”

Cosa consigli ad un giovane che vuole aprire un’impresa artigiana?

“Consiglio sicuramente di armarsi di tanta passione e di tanta fiducia in sé stessi. Per fare l’artigiano serve spirito di autocritica, umiltà, ma anche un pizzico di orgoglio. Sono necessari tanti sacrifici, si, ma noi possiamo esprimerci in un modo che non tutti riescono a fare. Siamo unici ed in un modo unico riusciamo a soddisfare i clienti che si rivolgono a noi. ”

Come vedi il futuro della tua azienda?

“Dopo di me non c’è nessuno, i miei figli hanno preso altre strade. Ma io ci credo nel futuro, sono positiva. Non bisogna smettere di innovarsi e di darsi forza. Noi donne poi, non siamo mai statiche per natura e sappiamo tirarci su anche solo indossando un capo particolare, un gioiello o mettendoci un filo di trucco.”

Cosa vuol dire fare parte dell’Associazione Artigiani?

“Per me significa far parte di una famiglia, è una sorta di protezione. Io mi affido totalmente alla mia sede, perché mi da supporto fiscale, tecnico e sindacale, ma mi offre anche tanto incoraggiamento nei momenti più difficili.”

Grazie.

Carmen è sicuramente un esempio di dedizione ed amore per il proprio lavoro. Il fatto che abbia rinunciato volutamente ad una posizione di successo e ben remunerata fa riflettere. Ognuno di noi è un sognatore in fondo, gli artigiani però, forse, lo sono un po’ di più..

www.arteler.it

Sede territoriale: Fiera di Primiero

Azienda: Artelér

Titolare: Carmen Silva Bonat, 40 anni.

Categoria: Moda / Abbigliamento

Il consiglio: “Mai smettere di innovarsi, di puntare al massimo della qualità del proprio lavoro e soprattutto mai abbattersi.”


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Debora Odorizzi
0461-803866
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