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Germania sospenderà salario minimo per camion in transito
Data: 30/01/2015

Durante un incontro avvenuto il 30 gennaio 2015 a Berlino con il suo omologo polacco, la ministra del Lavoro tedesca Andrea Nahles ha annunciato che la Germania intende sospendere l'applicazione delle norme sul salario minimo ai veicoli con targa estera che attraversano il Paese.

La presa di posizione di tredici Paesi comunitari e l'avvio della pre-indagine E Pilot da parte della Commissione Europea contro le procedure di applicazione del salario minimo anche ai veicoli con targa estera che caricano, scaricano o semplicemente transitano in Germania ha provocato la prima reazione da parte del Governo tedesco. La ministra del Lavoro, Andrea Nahles, ha annunciato oggi che la Germania sospenderà l'applicazione del provvedimento ai camion in "puro transito", ossia quelli che non svolgono attività di carico o scarico nel territorio tedesco (per i quali dovrebbe rimanere in vigore il provvedimento).

Non è un caso che l'annuncio sia stato fatto durante un incontro con il Governo polacco, che è tra quelli che più si oppongono al provvedimento, perché migliaia di veicoli industriali con targa polacca attraversano ogni giorno il confine con la Germania, sia per dirigersi verso altri Paesi comunitari, sia per caricare o scaricare merce in attività di autotrasporto internazionale o di cabotaggio stradale.

Ma non tutti si oppongono alla nuova legge tedesca. Il 26 gennaio 2015, la federazione dei sindacati dei trasporti europei ETF (European Transport Workers' Federation) ha diffuso un comunicato con cui apprezza pienamente l'introduzione del salario minimo, anche per i veicoli esteri che transitano in Germania. "Questa misura fa parte dei provvedimenti presi dal Governo tedesco contro il fenomeno di massa del dumping sociale", spiega l'unione nella nota.

"Tanto più la Commissione Europea manca a prendere misure, favorendo così la situazione critica del settore, tanto più gli Stati membri continuano a cercare soluzioni nazionali contro le frodi sociali nel settore del trasporto", prosegue il testo. Perciò, "ETF sostiene pienamente tutti i provvedimenti presi dagli Stati membri, come quelle già adottate da Francia, Belgio e, più recentemente, Germania”.


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Andrea de Matthaeis
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